Sabrina Misseri era "profondamente interessata" a Ivano Russo e sperava che potesse nascere tra loro qualcosa. Lo ha dichiarato un'amica di Sabrina, Stefania De Luca, ascoltata come testimone al processo per l'uccisione di Sarahi. La sera del delitto Sabrina avrebbe detto di aver litigato con Ivano. "Quella si vende per due coccole'', avrebbe ripetuto per due volte Sabrina riferendosi alla cugina.
Il teste ha confermato, rispetto a quanto dichiarato a suo tempo agli investigatori, anche l'episodio del presunto litigio tra Sarah e Sabrina la sera del 25 agosto 2010, poche ore prima che la 15enne venisse uccisa. De Luca lo avrebbe saputo dalla stessa Sabrina incontrandosi con lei e Sarah in un pub di Avetrana.
"Appostamenti per spiare Ivano"
"Parlava solo di Ivano, del rapporto di forte amicizia che si era creato - ha detto - non c'erano altri argomenti. Era profondamente interessata a lui e sperava di approfondire questo rapporto. Aveva una comunicazione molto intensa con lui, anche tramite telefonate e messaggi". Qualche volta Sabrina le avrebbe chiesto se l'avesse visto in giro e se era con qualcuno. De Luca ha parlato anche di presunti "appostamenti" di Sabrina nei confronti di Ivano.
Sms di gelosia
"Mai visto litigare Sabrina con Sarah, lei era anche molto protettiva perché Sarah era più piccola. Probabilmente anche Ivano aveva un atteggiamento simile". A sostenerlo è un'altra amica di Sabrina, Angela Cimino, testimoniando al processo. Cimino, studentessa universitaria a Chieti, ha fatto riferimento ai pochi giorni - una quindicina - trascorsi ad Avetrana nell'estate del 2010.
La testimone ha confermato l'episodio, riferito agli inquirenti il 30 novembre 2010, di una sera di fine agosto in cui Ivano la stava accompagnando a casa insieme con Sarah. A Cimino arrivò un sms di Sabrina nel quale era scritto: "Fammi sapere chi accompagna prima a casa". Per la procura la circostanza confermerebbe la gelosia provata da Sabrina per tutto ciò che riguardava Ivano. Quest'ultimo sarà ascoltato martedì 31 gennaio, lo ha deciso la Corte d'Assise di Taranto.
No riesumazione corpo
Il presidente della Corte ha rigettato la richiesta di riesumazione del cadavere come richiesto dall'avvocato Raffaele Missere, legale del nipote di Michele, Cosimo Cosma. "Il tempo ha accentuato i processi degenerativi di decomposizione", ha detto il presidente motivando la decisione.