Tocca a Passera annunciare la fase 2 del governo Monti. Per rilanciare la crescita il governo adotterà "anche più di un decreto al mese" spiega il titolare dello Sviluppo Economico al "Corriere". "Tutti a parole sono d'accordo, tranne quando viene toccato il proprio settore. Ora tutti dovranno fare la loro parte: gas, energia, commercio, trasporti e professioni". E poi: "Basta tasse. Ora serve mettere più soldi in tasca ai redditi bassi".
Il ministro non si nasconde: spread e Borse dimostrano che "l'emergenza non è finita. Il peggio è passato ma non siamo fuori dal tunnel. Però un progetto di rilancio c'è" E poi l'annuncio: non ci sarà un'altra manovra."Quel che c'era da fare è stato fatto - dice Passera - Per finanziare la crescita dovremo ridurre i costi dell'apparato pubblico"''La politica deve misurarsi in termini di posti di lavoro creati - afferma Passera - non solo di Pil e di equilibrio dei conti''.
Per le imprese, il ministro annuncia che sarà ''saldato lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso'' mentre sulle banche italiane, riconosce che ''quando l'economia reale va male, ne risentono'' ma ''ciò non toglie che siano banche strutturalmente sane e forti''. Il tessuto industriale dell'Italia si fonda ''su una base di aziende che tiene su l'Italia. Sono le aziende che fanno il 30% del Pil grazie alle loro esportazioni - rileva Passera - grazie a loro, l'Italia non perde quote del commercio internazionale. Dobbiamo fare di tutto per aiutare queste aziende''.
Sul mercato del lavoro, il ministro riconosce che va ''migliorata la flessibilita' in entrata e resa piu' logica la flessibilita' in uscita'', quindi ''servono contratti piu' chiari, piu' responsabilizzanti per le aziende''. ''Dobbiamo ridurre l'abuso del precariato - aggiunge - valorizzare il contratto di apprendistato, liberare una generazione dalla condanna a sottolavori senza prospettive''.