Alla commissione Giovannini è stato chiesto l'impossibile, secondo il capo della commissione stessa e presidente dell'Istat Enrico Giovannini: "Valutare entro il 31 dicembre gli stipendi di parlamentari e di dirigenti di ministeri era un compito assurdo, complesso, impossibile da concludere nei tempi previsti - ha detto a Tgcom24 -. Abbiamo solo fatto notare che i tempi erano stretti. Ci hanno rivolto critiche vane e ne parlerò con Monti".
Il presidente del Consiglio, da parte sua, dopo l'incontro con il presidente dell'Istat ha già fatto sapere che "il governo terrà conto dei rilievi formulati per le successive determinazioni di propria competenza".
"La Commissione - ha proseguito Giovannini - ha solo fatto notare che i tempi erano stretti perché non doveva guardare solo ai parlamentari ma anche a tutta una serie di enti e dirigenti dei ministeri di prima fascia. È uno studio complesso che non poteva essere concluso entro il 31 dicembre del 2011. Noi ci siamo limitati solo a far presente questo".
A chi sostiene che la faccenda si poteva sbrigare in breve tempo utilizzando dati velocemente reperibili in Rete, il presidente dell'Istat ha replicato: "La legge prevedeva che facessimo i conti sul 2010. Se uno cerca i dati attuali magari li trova anche ma non sono quelli che la legge ci impone di trovare. Poi, se parliamo solo di parlamentari, qualche dato non certificato esce, ma se parliamo di Corte Costituzionale o CSM non esiste sito internet che contenga simili informazioni, per questo reputo vana la critica che c’è stata mossa".
"Poi - ha concluso Giovannini - ci sono cose che su internet non è possibile trovare. Possono essere informazioni utili ad un giornalista, ma quando si parla di ufficialità l'approccio deve essere diverso. A ogni modo, chiedere a degli statistici di prendere decisioni al posto dei politici è un grande equivoco che è nato attorno a questo dibattito".
"Noi forniamo i dati, il resto spetta alla politica"
"Molte delle informazioni da noi fornite ufficialmente, anche se ancora incomplete, sono disponibili. Non mi aspetto che ci siano delle decisioni prese a partire dai nostri dati, ma mi aspetto che ci siano poi risposte politiche". Queste le parole di Enrico Giovannini a Tgcom24.
"L'automatismo di certi calcoli può produrre risultati che distorcono la volontà del legislatore. Sono stupito e dispiaciuto da questo tipo di toni. Il lavoro della Commissione è fatto da persone che non hanno interessi particolari, ma prestano un servizio al Paese. Spero che i politici utilizzino i risultati provvisori e quelli che daremo in futuro per prendere decisioni che spettano a loro soltanto. Noi siamo stati chiamati per fornire dei dati, il resto spetta alla politica".