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Lavoro, Monti studia nuove misure:"Governo procederà senza strappi"

Sentiti i partiti: ok da Pd e Pdl al confronto

© Ap/Lapresse

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Superata la "fase dell'emergenza" con l'approvazione della manovra, il governo si appresta ad avviare il confronto con le parti sociali sulla riforma del lavoro. I primi incontri partiranno il 9 gennaio e il premier Mario Monti si è subito messo al lavoro sul pacchetto di riforme che daranno il via alla seconda fase. Il governo intende procedere "senza strappi né forzature" su una materia delicata come quella del lavoro.

Dopo le brevi vacanze natalizie, il premier si è recato a palazzo Chigi per studiare i vari dossier, anche in vista dei prossimi appuntamenti europei.

Come spiegato nella conferenza stampa di fine anno, l'intenzione del presidente del Consiglio è di procedere di pari passo con le liberalizzazioni e la riforma del lavoro. E dopo aver sentito domenica i sindacati, Monti lunedì ha avviato i primi contatti informali con i leader delle forze politiche che sostengono l'esecutivo.

Il governo intende procedere su una materia delicata come quella del lavoro, senza strappi né forzature, ma come già spiegato ai leader di Cgil, Cisl e Uil, i tempi sono stretti. Una urgenza che mette in 'allarme' Pdl e Pd. Il partito di via dell'Umilta' si dice pronto a fare la sua parte, ma chiede al governo di essere coinvolto, no a misure a scatola chiusa.

A preoccupare il Pd e' la possibilita', paventata dagli stessi sindacati, che si apra un periodo 'caldo' sul piano sociale e per evitare 'strappi' con la Cgil spinge affinche' la riforma del lavoro introduca piu' tutele per i soggetti piu' deboli. Il terzo Polo non pone paletti e anzi auspica che la concertazione non rallenti le riforme.

"E' ragionevole che il governo scambi le opinioni, sia coi sindacati, sia con le rappresentanze di imprenditori del lavoro autonomo e degli ordini professionali sia con altre forze sociali; poi, in sede di decisione politica, il governo deve fare le sue scelte di intesa coi partiti che lo sostengono in Parlamento", sottolinea Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. Per Anna Maria Bernini "Monti deve procedere senza indugi a riempire di contenuti i titoli delle misure piu' volte annunciate nel cosiddetto 'cresci Italia'".

Ma, avverte, "e' opportuno che il premier convochi un rapido ma incisivo tavolo di confronto, non solo con le parti sociali, ma anche con i segretari ed i capigruppo dei partiti che lo sostengono". Dello stesso avviso l'europarlamentare del Pdl, Licia Ronzulli: "Ben vengano tavoli e incontri con sindacati, parti sociali, associazioni industriali, ma la riforma del lavoro e' una priorita'che va discussa e decisa nelle aule parlamentari. Partiti e Parlamento sono chiamati a fare la propria parte".