STRAGE DELLA VIGILIA

Potenza, il dolore degli amici delle vittime:"E' stata una strage di innocenti"

Giallo sull'auto dell'omicida: mesi fa fu bruciata e l'uomo sospettò subito che dietro l'incendio ci fosse la mano dei vicini di casa. Il parroco: "Preghiamo anche per lui"

© Ansa

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Quell'uomo ha fatto una "strage di innocenti". E' questo il racconto di alcuni abitanti di Genzano di Lucania, il comune nel Potentino dove ieri un 77enne ha sterminato una famiglia, uccidendo una donna e i suoi due figli. A poche ore del delitto si apprende che mesi fa l'auto dell'omicida andò in fiamme. Gli investigatori parlarono di autocombustione, ma l'uomo ha sempre sospettato che dietro l'incendio ci fossero i vicini di casa.

"Persone gentilissime - raccontano in molti, alcuni dei quali sono anche clienti della lavanderia gestita dalla famiglia Menchise - è assurdo che ieri, in pochi secondi, siano stati uccisi in quella maniera brutale". Per le feste di Natale, stava arrivando a Genzano di Lucania anche il terzo figlio, Luigi il maggiore, che lavora al Nord.

Durante l'omelia della messa di Natale, il parroco della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, don Gaetano Corbo, si è rivolto ai fedeli, chiedendo loro di pregare per le vittime, per i loro famigliari e per l'assassino, "affinché il Signore gli tocchi il cuore". Il sacerdote ha più volte ribadito che "questa tragedia tocca tutta la Comunità, in un giorno di Natale tristissimo". A Genzano di Lucania Ettore Bruscella, il pensionato di 77 anni responsabile della strage della vigilia di Natale era tornato negli anni '70 dopo essere emigrato in Australia, nella cittadina della Basilicata aveva poi lavorato con la ditta di famiglia che produceva fuochi pirotecnici.

Mesi fa bruciata l'auto dell'assassino
A poche ore dalla strage a molti è tornato il mente il giorno in cui, alcuni mesi fa, Bruscella trovò la sua auto bruciata. Vigili del Fuoco e investigatori ritennero che l'incendio fosse dovuto a un processo di autocombustione, ma Bruscella - da quanto si è appreso - non ha mai ritenuto l'episodio un fatto accidentale ed è sempre stato convinto che si sia trattato di un fatto doloso, riconducibile ai suoi contrasti con la famiglia Menchise. Gli investigatori stanno ora rileggendo quell'episodio per valutare se possa essere ricondotto al movente della strage.

Arma del delitto detenuta regolarmente
Ettore Bruscella deteneva regolarmente il fucile semi-automatico con il quale ha compiuto la strage. L'arma, ormai scarica, gli è stata sequestrata dai carabinieri quando Bruscella è stato fermato a bordo della sua automobile dopo aver compiuto il triplice omicidio.

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