"Nulla è cambiato"

Napolitano: "Dal governo scelte impopolari ma giuste: è necessario uno sforzo collettivo"

Il Capo dello Stato: "La nomina di Monti non rappresenta nessuno strappo costituzionale". Berlusconi: "Democrazia sospesa? No, ma situazione anomala"

© LaPresse

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Il Presidente della Repubblica ritiene che le decisioni assunte nelle ultime settimane (governo tecnico e manovra) siano state "impopolari ma necessarie" senza "il condizionamento delle conveniente elettorali". Giorgio Napolitano aggiunge che "solo con grave leggerezza si può parlare di sospensione della democrazia in un Paese in cui nulla è stato scalfito: né delle libere scelte delle forze politiche, del Parlamento e degli organi di garanzia".

"Possiamo farcela attraverso sforzo collettivo"
"Col decreto in via d'approvazione in parlamento si pongono difese e premesse: ma la strada è lunga, e in salita. Possiamo farcela solo, non mi stanco di ripeterlo, attraverso un grande sforzo collettivo, una grande mobilitazione morale, civile, sociale". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento di scambio di auguri con le alte cariche dello Stato che si sta svolgendo al Quirinale.

"Nessuno strappo alla democrazia"
"La soluzione della crisi" aperta con le dimissioni di Berlusconi "non si è collocata nei binari di un ordinario succedersi alla guida del Paese di schieramenti che hanno ottenuto la maggioranza nelle elezioni" ma "né forzature né strappi ci sono stati rispetto nell'ordinamento costituzionale" ha detto il Capo dello Stato, sottolineando come intervenire per far sì che in Italia non ci fosse un immediato scioglimento delle Camere e il ricorso alle urne, vista la crisi che c'era in Europa "era un mio preciso dovere istituzionale".

Berlusconi: "Democrazia sospesa? No, ma situazione anomala" 
Il giudizio di Silvio Berlusconi sul governo tecnico di Mario Monti è simile a quello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non lo considera una sospensione della democrazia, ma con un distinguo. "Condivido, è così - dice Berlusconi che poi puntualizza - ma è una cosa anomala rispetto al normale svolgimento della legislatura".

"La crisi ha rivelato le nostre insufficienze"
Il 2011 "è l'anno in cui è stato scosso e messo alla prova il progetto europeo e si sono concretizzati per il nostro paese rischi assai gravi, dinanzi ai quali non hanno retto i preesistenti equilibri politici e si sono fatte sempre più stringenti nostre antiche e recenti contraddizioni e insufficienze", ha detto Napolitano.

"Impraticabile una larga coalizione"
"La lunga, irriducibile contrapposizione, al limite dell'incomunicabilità" che si era determinata tra le forze politiche "ha reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione di governo come il presidente incaricato ha potuto ben presto constatare" ha detto Napolitano spiegando che la fiducia accordata al governo Monti è avvenuta perché occorreva scongiurare "in una fase così critica una paralisi dell'attività di governo e parlamentare e uno scontro elettorale devastante".

"Fiducia a questo governo è stato segno consapevolezza"
"Aver dato fiducia a questo governo - ha detto Napolitano - è stato segno di consapevolezza dell'estrema difficoltà del momento: è, per i partiti che lo hanno deciso, titolo di merito, non motivo di imbarazzo. L'ampiezza e la continuità del sostegno allo sforzo appena avviato, in quanto prova di un condiviso senso di responsabilità e impegno costruttivo delle forze politiche, è ciò che più rafforza e può rafforzare la credibilità dell'Italia". 

"Si recuperi tempo perduto sulla legge elettorale"
"Purtroppo in questi anni non si è giunti alle decisioni che si attendevano e che oggi appaiono auspicabili, anche a proposito di legge elettorale" ha detto il presidente della Repubblica, auspicando che "si recuperi il tempo perduto in un sussulto conclusivo di operosità riformatrice e di fecondità del parlamento, della legislatura, dei partiti".

"Necessario muoversi verso un'Europa più federale"
"E' verso un'Europa più federale che è giocoforza muoversi. E' di qui che passa l'affermazione non solo di una cultura della stabilità" ma anche una "cultura dello sviluppo e di una nuova strategia di crescita per l'Europa: quella che oggi latita nonostante l'incombere della recessione" ha detto Napolitano. "L'Europa non può in un modo o nell'altro dividersi e frammentarsi secondo linee geografiche o sulla base di opposte intransigenze e di potenziali esclusivisimi".