"primavera" di sangue

Egitto, scontri al Cairo: altri 4 mortiDonne in marcia contro la violenza

Colpiti a morte dall'esercito due ventenni, un dodicenne e un quattordicenne. Decine i feriti

© Ap/Lapresse

© Ap/Lapresse

Ancora violenze e vittime civili in Egitto. E' infatti di quattro morti e 57 feriti il bilancio dei violentissimi scontri nella nottata tra manifestanti e forze dell'ordine a piazza Tahrir. Lo riferiscono fonti mediche, spiegando che si tratta di due studenti ventenni e di un ragazzino di 12 anni, uccisi a colpi di arma da fuoco. La quarta vittima, riferisce un testimone, sarebbe un 14enne. Al momento la piazza è controllata dai manifestanti.

Secondo testimoni, centinaia di uomini delle forze governative sono entrati nella piazza della capitale e hanno aperto il fuoco contro i dimostranti pacifici. "Hanno inseguito i manifestanti e dato fuoco a qualsiasi cosa si trovasse sulla loro strada, compresi dispositivi medici e coperte", ha raccontato un giovane.

Giovanissime le vittime
Il primo dei quattro morti si chiamava Mohammad Samir Maslaha ed aveva 20 anni. Sarebbe stato ucciso in via Talaat Harb. Anche seconda vittima era un ventenne e si chiamava Mohammad Mustafa Hussein Sayed. Era uno studente di ingegneria ed è stato ucciso in piazza Tahrir. Il terzo si chiamava Islam Abdel Hafith, deceduto nell'ospedale da campo allestito nella moschea per le ferite riportate in piazza. Ignota l'identità della quarta vittima che, secondo un testimone, sarebbe un ragazzino 14enne. I feriti sono stati portati nella moschea Omar Mukram dove è stato allestito un ospedale da campo. In quattro giorni di sanguinosa repressione a piazza Tahrir sono morti 15 manifestanti e oltre 500 sono rimasti feriti.

Donne in marcia contro la violenza
Centinaia di donne, di tutte le età, velate e non, e anche qualche uomo hanno sfilato nel centro del Cairo per protestare contro l'aggressione e il denudamento in piazza Tahrir di una manifestante, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. "L'esercito deve difendere e non aggredire le donne in piazza", ha detto una dimostrante. "Pensa se quella ragazza fosse tua figlia" ha detto un'altra, rivolgendosi al capo del Consiglio militare Hussein Tantawi, del quale in molte hanno chiesto le dimissioni.