E' stato arrestato il presunto killer di Bhupinder Singh, il 34enne indiano ucciso una settimana fa in un appartamento in via Cremona a Brescia e poi chiuso in una valigia abbandonata per le scale. E' un connazionale 36enne suo coinquilino, in fuga nella Bergamasca. Le indagini si erano subito concentrate sull'ambiente familiare della vittima e soprattutto sulla comunità indiana.
Singh Sardara, un connazionale di 36 anni, clandestino, ha la fama di essere attaccabrighe e di avere problemi di alcol.
Dopo aver trascorso due giorni e due notti nei parchi ed essersi disfatto di abiti e documenti, rinvenuti in una borsa per strada, aveva trovato rifugio in una casa di connazionali a Bergamo, dove vivevano in 15. Aveva in programma di fuggire a Roma. I militari l'hanno trovato incrociando intercettazioni e pedinamenti di una donna dell'Est, con cui aveva una relazione.
Sardara ha incolpato un terzo inquilino: "E' stato lui", si è giustificato chiamando in causa l'intestatario del contratto d'affitto dell'alloggio di via Cremona, un 39enne che però l'indomani dell'omicidio ha chiamato i carabinieri raccontando tutto. Un delitto per gli investigatori maturato in un contesto di degrado, di pochi soldi, di poco spazio. La vittima, che aveva appena ottenuto la regolarizzazione e a lungo aveva festeggiato con la comunità, spesso riprendeva il 36enne perché non pagava la quota di cassa comune e portava la sua donna in casa. Domenica sera Sardara avrebbe colpito a morte il malcapitato dopo che i tre presenti quella notte erano già andati a letto. Quindi avrebbe obbligato il titolare del contratto d'affitto ad aiutarlo a disfarsi del cadavere.
L'omicida, completamente insanguinato, avrebbe anche chiesto rifugio ai vicini di casa.