si fa festa

Sudan, Francesco Azzarà arrivato in ItaliaCooperante Emergency: "Ora sono a casa"

Dopo la liberazione a 4 mesi dal rapimento in Sudan, il giovane è stato sentito a Roma dal magistrato che aveva aperto un'inchiesta sul suo sequestro. Poi l'arrivo a casa

© Ap/Lapresse

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Francesco Azzarà, il cooperante di Emergency liberato in Sudan, è giunto stamane in Italia. Il giovane è arrivato nella capitale con un volo speciale ed è stato sentito dal magistrato che aveva aperto il fascicolo sul suo rapimento. Barba lunga, cappellino bianco in testa, il viso sorridente ma visibilmente provato dalla stanchezza. Così appariva Francesco al suo arrivo in Italia, dopo circa quattro mesi dal suo rapimento.

Azzarà subito dopo il suo arrivo è stato impegnato in una serie di adempimenti burocratici tra cui quelli con la Procura della Repubblica di Roma che lo ha voluto sentire sulla vicenda del rapimento. I genitori, intanto, hanno ringraziato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e tutte le istituzioni italiane ed estere.

Il giovane cooperante calabrese è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino. Quando è sceso dall'aereo il giovane ha tirato un sospiro di sollievo e non è riuscito a trattenere le lacrime perché si è sentito subito a casa. Prima di essere sentito dai magistrati della Procura di Roma, però, Francesco ha espresso un desiderio. "Voglio tagliarmi la barba", ha detto.

Sulla situazione vissuta durante il rapimento ha poi aggiunto che è stato trattato "abbastanza bene". "Ci sono state - ha detto - situazioni particolari ma compatibilmente con quello che succedeva sono stato trattato abbastanza bene". "Sto ritornando adesso a casa". Sul sequestro del cooperante di Emergency, la Procura di Roma, ha da tempo aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo.

"Ora che tutto è finito - ha aggiunto Santo Azzarà, padre di Francesco - voglio ringraziare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a tutte le istituzioni italiane ed estere ed allo staff della Farnesina che ci sono stati vicini. Devo ringraziare anche Emergency e Gino Strada oltre ai sindaci italiani che ci hanno sempre espresso tutta la loro vicinanza e solidarietà".

A Reggio Calabria l'abbraccio con i genitori
Francesco Azzarà è giunto nell'aeroporto di Reggio Calabria dove ha abbracciato i genitori ed altri familiari. All'uscita dell'aeroporto, scortato dai carabinieri, è salito a bordo di una automobile per raggiungere Motta San Giovanni.

L'arrivo a casa: "Sto benissimo"
"Sono a casa e mi sento benissimo". Francesco Azzarà ha varcato con queste parole la soglia di casa, a Motta San Giovanni. "Vi ringrazio davvero - ha aggiunto - per essere stati vicini alla mia famiglia. Questa accoglienza è una gran bella sensazione. Ho scoperto solo ieri della grande mobilitazione per la mia liberazione. Mi ha fatto un immenso piacere".

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