"Il cadavere era un intralcio"

Garlasco,"Stasi voleva disfarsi del corpo di Chiara"Procuratore generale: "Per lui era un intralcio"

Secondo l'accusa il giovane, assolto in primo grado e ora in attesa di essere giudicato dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano, ha gettato il cadavere come un "inutile intralcio ai suoi obiettivi"

© Ap/Lapresse

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Gettare il cadavere di Chiara Poggi "giù dalle scale della cantina" è un gesto che ha come significato "il massimo dispregio, il volersi disfare di un corpo che si frappone tra lui e i suoi obiettivi, come un inutile intralcio". Lo scrive il pg di Milano nella memoria depositata alla Corte d'Assise d'Appello riferendosi ad Alberto Stasi. Il giovane, assolto in primo grado, è in attesa di essere giudicato in secondo grado per l'omicidio della ragazza.

Il sostituto procuratore generale, che martedì ha chiesto di condannare Stasi a 30 anni di carcere, nel contestare l'aggravante della crudeltà ha scritto: "L'autore del fatto, Alberto Stasi, non solo ha colpito al capo più volte e con forza Chiara, sfondandole il cranio, ma non si è accontentato e ha commesso un ulteriore gesto", e cioè ha gettato il "il corpo ormai inerte" della ragazza "giù dalle scale della cantina".

Gesto che per la pubblica accusa significa "il massimo dispregio, il volersi disfare ad ogni costo con rabbia e con stizza di Chiara, senza alcun momento di pietas", che contraddistingue "l'uomo comune". E ancora: "Chiara evidentemente costituisce un intralcio da viva e quindi la uccide; - si legge ancora nella memoria - costituisce un intralcio il corpo da morta per cui se ne libera, lo deve buttare ed agisce come se avesse il diritto di buttarlo giù per le scale del vano cantina".

Il pg, nel ritenere Stasi responsabile dell'omicidio, ha collocato il delitto tra le 9.12 e le 9.35 della mattina del 13 agosto di quattro anni fa ritenendo che in 23 minuti l'assassino ha potuto commettere il delitto. Inoltre ha sostenuto come sia impossibile che l'ex studente bocconiano non si sia sporcato di sangue le suole delle scarpe dopo essere entrato nella villetta dei Poggi, aver trovato il cadavere della fidanzata, ed essere riuscito per dare l'allarme. Per questo ha chiesto anche nuovi accertamenti tecnici.

La difesa di Stasi, venerdì, ha chiesto per la seconda volte l'assoluzione del giovane "perché è innocente". Il 6 dicembre i giudici entreranno in camera di consiglio per uscire o con il verdetto o con un'ordinanza con cui riaprire il caso e disporre ulteriori perizie.