I vitalizi dei parlamentari verranno calcolati con il metodo contributivo, come accade per il resto dei lavoratori, a partire dal 1 gennaio 2012. Lo hanno annunciato i presidenti di Camera e Senato. La riforma prevede inoltre che gli ex parlamentari percepiscano il trattamento di quiescenza solo al compimento dei 60 anni, per chi abbia esercitato per più legislature, e al compimento dei 65 per chi abbia versato contributi solo per una legislatura.
"In forza di tale modifica - si legge ancora nella nota - dal primo gennaio 2012 sarà introdotto il sistema di calcolo contributivo, in analogia con quanto previsto per la generalità dei lavoratori. Tale sistema opererà per intero per i deputati e i senatori che entreranno in Parlamento dopo tale data e pro rata per quanti attualmente esercitano il mandato parlamentare". Per questi ultimi, quindi, resterà inalterato solo quanto maturato fino al 31 dicembre 2011.
La nuova normativa si applica anche a deputati e senatori non più rieletti: chi, con le vecchie regole, poteva iniziare a incassare la pensione a 50 anni, ora dovrà aspettare i 60, 65 se il mandato è stato per una sola legislatura.
La stretta sui vitalizi ha provocato agitazione soprattutto alla Camera, dove stando ai primi calcoli sono oltre 200 i parlamentari incappati nell'innalzamento dell'età pensionabile, ma soprattutto tra gli aspiranti pensionati eletti prima del 1996: per loro, finora bastava aver compiuto i 50 anni per ottenere il vitalizio, mentre ora dovranno aspettarne almeno altri 10.