Il pugno duro del giudice sportivo contro Emerson, Panucci e Pelizzoli proprio non va giù a Capello che, dopo aver criticato duramente le squalifiche dei suoi giocatori, sembra ora intenzionato a portare in tribunale l'arbitro Trentalange. Il tecnico giallorosso ha detto che non pagherà la multa inflittagli dal giudice sportivo ("O sono un ventriloquo o mi ha letto nel pensiero") e che difenderà i suoi giocatori puniti da una squalifica ingiusta.
Non si placa dunque l'ira di Capello, che questa volta vuole andare fino in fondo e capire, soprattutto, come mai una direzione di gara già considerata negativamente dalla commissione arbitri, debba poi condurre a punizioni così dure per lui e per la sua squadra. Ed in effetti dare torto al tecnico giallorosso in questo caso sembra difficile. Se Trentalange, come annunciato dai designatori Bergamo e Pairetto, verrà fermato venerdì per tre o quattro settimane a causa del cattivo arbitraggio di Atalanta-Roma, perché il suo referto deve comunque essere preso in cosiderazione come se tutto fosse filato liscio? Mistero della fede. Anzi, del regolamento, che decifra alla lettera quanto scritto dall'arbitro e traduce, per essere chiari, "le accuse in pene".
Sensi, atteso mercoledì dalla mannaia della Disciplinare, ha già definito una barzelletta la vicenda. Capello si è invece indignato: "E' incredibile. Oltre ad averci privato di Emerson per 74 minuti, perché espulso al 20 del primo tempo, per la prossima partita hanno squalificato anche Pelizzoli e Panucci. Oltre il danno anche la beffa". E Trentalange? Lui si prepara ad un mesetto di vacanza forzata. Pagano tutti insomma e, forse, pagano in troppi.