Il futuro dell'euro potrebbe essere legato a una trattativa "segreta" tra Berlino e Parigi per modificare rapidamente il patto di stabilità dell'eurozona. Nel dettaglio, stando alle indiscrezioni della Bild, le nuove regole sui bilanci dei Paesi della moneta unica dovrebbero essere pronte entro gennaio e potrebbero disegnare il nuovo patto di stabilità come un trattato fra stati nazionali, sulla scia della versione iniziale di Shengen.
L'obiettivo sarebbe quello di velocizzare il processo di adesione e ridurre la resistenza degli stati membri scettici, con il rischio però di spezzare in due l'Europa. Il tabloid parla di ''trattative segrete'' fra la cancelliera Angela Merkel e il presidente Nikolas Sarkozy. E il governo tedesco, chiamato a chiarire, conferma ''colloqui intensi'' con la Francia, per presentare entro l'8 dicembre, al Consiglio europeo, proposte comuni.
L'accelerazione sarebbe avvenuta nelle stesse ore in cui si organizza un vertice a Washinghton, lunedì prossimo: il presidente della Commissione Jose Manuel Barroso e il presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy incontreranno Timothy Geithner e Barack Obama, per discutere della crisi dell'eurozona, con il presidente degli Usa che vuole aumentare la pressione, perché preoccupato dei contraccolpi che la crisi della moneta unica europea può avere sulla ripresa dell'economia americana.
Dopo una settimana che ha tenuto altissima la tensione in Europa, con i tassi di interesse dei titoli italiani a due anni che hanno toccato al soglia del 7,6% (citati da Bild come la principale preoccupazione del momento) le indiscrezioni su questo scatto a sorpresa non vengono smentite in un comunicato ufficiale del governo tedesco. "Il governo tedesco è convinto che una modifica del trattato sia necessaria, per rafforzare in modo sostenibile le fondamenta dell'unione economica e monetaria, e per riportare fiducia e dare nuova stabilità all'unione'', ha risposto un portavoce.
''Per questo approccio si spende il governo tedesco con tutti partner. E al momento ci sono colloqui intensi naturalmente con la Francia. Germania e Francia vogliono insieme portare comuni rappresentazioni nel contesto del Consiglio europeo di dicembre'', ha sottolineato ancora Berlino.
Non si ferma, intanto, in Germania, l'acceso dibattito sugli eurobond e sul ruolo della Bce. In un'intervista alla Berliner Zeitung, Jens Weidmann, esponente del consiglio direttivo della Bce, ha ribadito che la socializzazione del debito, effetto intrinseco di titoli del debito comuni, puo' essere immaginata solo ''alla fine del processo di integrazione politica che si sta delineando''. In materia anche il vicecancelliere Philippe Roesler ha ribadito la sua contrarietà. E c'e' stata una presa di posizione radicale del ministro degli Esteri liberale Guido Westerwelle: ''Finche' i liberali saranno al governo non ci saranno gli eurobond''. Sull'indipendenza della Bce ha lanciato un nuovo allarme il 'dissidente' Juergen Stark, che alla Faz ha detto: ''La pressione politica sulla Banca centrale europea e' enorme. Sara' certamente utilizzata per l'abbattimento del debito''.