Due coltellate al petto nella sua casa al terzo piano dell’East Harlem a New York. E’ morta durante una rapina Rita Morelli, pescarese di 36 anni, da 5 negli Stati Uniti dove studiava e lavorava come cameriera in un rinomato ristorante di Manhattan. Qualcuno, mercoledì sera, alla vigilia del giorno del Ringraziamento si era intrufolato in casa di Rita, originaria di Spoltore ed ex commessa, per rubare un computer portatile e pochi spiccioli.
La donna ha lottato fino all’ultimo con il suo aggressore e lo dimostrano i segni sul collo della trentaseienne: l’assassino prima di colpirla due volte con il coltello avrebbe tentato di strangolarla. A trovare Rita senza vita in casa e a dare per primo l’allarme è stato il fidanzato, un americano di origini messicane, che rientrando in casa, diversi minuti dopo gli ultimi sms scambiati con la compagna, si è trovato di fronte al terribile spettacolo.
Gli investigatori lo hanno interrogato per ore ma per il momento il giovane non è nella lista dei sospettati. Sono stati sentiti anche diversi inquilini che vivono sullo stesso pianerottolo di Rita per aiutare la polizia di New York a ricostruire la vicenda ancora poco chiara. Sono molte le ipotesi al momento al vaglio degli inquirenti: la più plausibile è quella secondo cui Rita avrebbe aperto la porta al suo aggressore, pensando che fosse il fidanzato in procinto di rincasare (a suffragare questa ipotesi ci sarebbe l’assenza di segni di effrazione sulla porta di casa).
A dare la notizia ai genitori Bruno e Mara e al fratello Giuseppe, residenti a Spoltore, sono stati i carabinieri, informati dal Consolato Italiano negli Stati Uniti. La polizia di New York però, già la stessa sera aveva contattato il cugino della studentessa, Giorgio Morelli, da anni residente negli States dove lavora come giornalista. La salma della donna dovrebbe rientrare in Italia la prossima settimana.
Il fratello: "Uccisa dal sogno americano"
"L'ha uccisa un sogno: il sogno americano". Cosi' Giuseppe, il fratello di Rita Morelli, intervistato dal Tg Abruzzo della Rai. "Io credo che lei abbia sottovalutato i pericoli della vita in America e io stesso mi mangio le mani per non averla messa sull'avviso", ha insistito Giuseppe, che ha confermato come il rientro della salma della sorella sia previsto per la prossima settimana a Pescara.
Il cugino: "Ad Harlem era felice"
Rita amava New York in maniera incredibile. "Era la sua città". Lo dice convinto Giorgio Morelli, corrispondente de Il Giornale, cugino di secondo grado di Rita. Il peso iniziale di questa tragedia è sulle sue spalle "perché gli zii sono anziani e a dar loro la notizia della morte della figlia e' dovuto venire il medico...", quindi è lui che sta filtrando le decine di telefonate e i collegamenti internet di colleghi e parenti che vogliono sapere, che chiedono, che insistono. "Mi diceva sempre: meglio 5 anni da leone in America che 15 di noia in Abruzzo - rammenta Giorgio - insomma, era felice a New York".
L'ex collega: "Era una ragazza solare"
Rita Morelli ha lavorato per anni in un negozio del grande Centro Iper di Città S.Angelo (Pescara) e anche a distanza di tempo c'è chi la ricorda bene e con grande affetto. "Era solare, affabile, carina", racconta Antonello, addetto ai servizi anti incendio del centro commerciale. "Aveva vari interessi, ma specialmente la musica. Credo che questo sia stato uno dei motivi che la spinta ad andare a New York: altra vita, altro ritmo, lì ce la vedevo bene".
Foto tratta da "Il Centro"