E' quanto emerge da uno studio promosso dall'azienda da Ottica Avanzi con metodologia WOA (Web Opinion Analysis), condotto su circa 1300 italiani attraverso un monitoraggio online sui principali social network - Facebook, Twitter e YouTube - blog, community e forum, per verificare quanto i problemi di vista possono coincidere con le gaffe.
In effetti una vista non perfetta è uno dei problemi più diffusi tra quelli con cui gli italiani devono misurarsi e che suscita una notevole preoccupazione. Nella classifica dei problemi più sentiti ci sono infatti quelli di natura economica (27%), quelli legati ai sentimenti (13%), all'insoddisfazione per quello che si fa nella vita (14%), e alla depressione suscitata dalla situazione attuale (11%). Ma, a sorpresa, le difficoltà legate alla vista sono indicate come un fatto abbastanza ricorrenti da ben 1 italiano su 3 (33%). Disturbi visivi che vengono avvertiti come un deficit personale (31%), spesso sottovalutati (23%) e che portano ad avere difficoltà oggettive nel distinguere cose, persone ed in alcuni aspetti pratici della vita quotidiana (24%). Tutti motivi che, per la stragrande maggioranza dei monitorati (48%) causano non pochi contrattempi e alcune vere e proprie gaffe.
Le più comuni? Sbattere contro i vetri (32%), sbagliare a comporre un numero di telefono (34%), scambiare una persona per un'altra (31%), leggere una cosa per un'altra (43%) e mandare un messaggio o una mail a un destinatario diverso da quello desiderato (49%). E' questa la "top 5" delle figuracce più comuni a seguito di difetti della vista che compiono gli italiani. I più assidui frequentatori della figuraccia sono gli uomini: quasi 8 maschi su 10 (76%), infatti, affermano che spesso sbagliano nel mandare un messaggio o nel chiamare una persona per un'altra per aver letto male il numero o il nome (48%). Agli uomini anche il primato dello sbattere contro i vetri (68%) e del non riconoscere per strada le persone, (41%). Tra le donne, invece, ben 6 su 10 (61%) ammettono di incappare spesso in errori imbarazzanti leggendo una cosa per un'altra, di sparlare di qualcuno senza accorgersi che la persona è effettivamente presente alla discussione (54%) e di scambiare le cose in tavola, come il sale con lo zucchero o l'olio con l'aceto (33%).
Tra i luoghi più a rischio figuraccia spiccano i mezzi pubblici (31%) e l'ufficio (26%). Ma è possibile non riuscire a riconoscere o mettere a fuoco bene cose e persone anche in negozi (28%), per strada (26%), al cinema (22%) e nei ristoranti (14%). E tra i momenti clou spiccano le cene di lavoro (24%), il primo appuntamento (25%), le occasioni di incontro con gente che non si vedeva da molto tempo (16%) e soprattutto quando ci si presenta con sconosciuti (31%).
Tra le categorie più a rischio "gaffe da problemi visivi" al primo posto ci sono gli automobilisti (29%), seguiti dagli anziani (24%), da impiegati di ufficio postali, banche o municipi (22%) e infine dagli sportivi (11%). Eppure non tutto il male viene per nuocere: il 33% del campione è addirittura convinto che una gaffe possa cambiare in meglio la vita, mentre solo 2 su 10 la considerano un contrattempo fastidioso.
I nostri connazionali sono campioni di figuracce, anche se spesso hanno un'attenuante: le loro gaffes sono dovute soprattutto a problemi di vista. La figuraccia non conosce confini, né orari: si può inviare un messaggio al destinatario sbagliato, scambiare una persona per un'altra o perfino sbattere contro i vetri. Dai negozi agli uffici passando per ristoranti e cinema, gli uomini sono in genere più gaffeur delle donne, ma tutti, maschi o femmine, di solito la prendono con filosofia: una gaffe può avere effetti positivi e addirittura cambiare la vita in meglio
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