Marito e marito

Danimarca, presto nozze gay in chiesa

Annuncio del governo che presto porterà una legge in Parlamento

© Ap/Lapresse

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Il governo danese ha annunciato che presto le coppie omosessuali potranno celebrare il loro matrimonio nelle chiese evangeliche luterane e chiamarsi sposi come i "colleghi" eterosessuali. Lo ha deciso il ministero per l'Uguaglianza di genere e gli Affari ecclesiastici. "I membri della Chiesa evangelica luterana in Danimarca dovranno avere l'opportunità di essere sposati in chiesa indipendentemente dal loro orientamento sessuale", si legge in una nota.

Una legge verrà presentata a breve in Parlamento e l'iter dovrebbe durare circa 6 mesi: "Ci aspettiamo di celebrare il primo matrimonio la prossima estate", ha commentato Ellen Aagaard Petersen, giornalista dell'organo informativo ufficiale della Chiesa.

Il disegno di legge lascia liberi i pastori di poter decidere se celebrare o meno le nozze, ma per "uno che può dire di no, qualcun'altro dirà di sì", ha aggiunto. Soddisfazione è stata espressa dal portavoce della associazione danese per la comunità di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, George Hinge, secondo il quale "quando due uomini o due donne celebrano un unione, è un matrimonio e non c'è ragione di girarci intorno per trovare un altro nome".

Si tratta di un nuovo record per la Danimarca, il primo Paese al mondo ad approvare nel 1989 le unioni civili omosessuali che garantiscono virtualmente gli stessi diritti delle coppie eterosessuali, tranne che per il diritto di sposarsi in chiesa. Dal 1997, la Chiesa luterana offre ai gay una benedizione religiosa per la loro unione che non prevede però la registrazione della coppia nei registri parrocchiali, mentre dal 2009 le coppie omosessuali possono adottare bambini.

Secondo un sondaggio condotto nel marzo 2010, il 63% dei danesi, quasi due terzi dell'intera popolazione che per l'80% appartiene alla Chiesa evangelica luterana, è a favore dei matrimoni gay, un atteggiamento riscontrato anche nelle gerarchie religiose, con 6 vescovi su 10 che si sono schierati sulla stessa posizione.