Mario Monti intende sedersi al tavolo dei grandi d'Europa deciso a dare il contributo italiano alla soluzione della crisi ma soprattutto intenzionato a spingere affinché l'Europa decida e lo faccia in fretta. A Strasburgo il premier intende porsi in una posizione di "mediatore" salvaguardando da un lato l'attuale statuto della Bce (come vuole Berlino), dall'altro insistendo sui vantaggi che si avrebbero dall'introduzione degli eurobond.
Il vertice di Strasburgo è molto atteso, e non solo in Italia. Berlino e Parigi attendono di sapere le mosse di Monti per far fronte alla crisi economica interna, forse nella speranza che la ricetta del neo premier possa essere applicabile, attraverso riforme strutturali, anche alla malata Europa.
Non è infatti un mistero che la Ue attenda certo una svolta dai Paesi che più di altri mostrano difficoltà, senza però nascondere che di crisi endemica si tratta, come Barroso ha più volte sottolineato in queste ore. Sulla stessa lunghezza d'onda il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, secondo cui "la situazione dei mercati finanziari peggiora di giorno in giorno ed è fonte di estrema preoccupazione". Nemmeno Sarkozy e la Merkel dormono sonni tranquilli dunque.
Così mentre l'Eliseo ha chiamato il presidente del Consiglio italiano all'indomani della sua investitura, Berlino fa sapere che "con Mario Monti è un vertice tra amici, che ha luogo "in un momento estremamente importante". Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha spiegato che l'incontro di Strasburgo avviene "tra amici e partner molto stretti". Parlando in particolare delle relazioni tra Germania e Italia, Seibert ha poi sottolineato che queste "sono sempre state strette e costruttive, in conformità alla lunga amicizia dei due Paesi".
Sarkozy: o l'Europa unita o si muore
Forte appello all'unità europea del presidente francese Nicolas Sarkozy per superare la tempesta finanziaria. "O ne usciremo insieme oppure ognuno di noi morirà", ha detto Sarkozy per il quale i 17 Paesi della zona euro dovrebbero essere "maggiormente integrati". Parigi e Berlino, ha tuttavia sottolineato il leader francese, devono essere lo "zoccolo duro" della stabilità.
Incontro Monti-Schifani-Fini: "Iter rapido per le norme anticrisi"
L'incontro tra il premier Monti e i presidenti di Senato e Camera, Schifani e Fini, ha evidenziato che la nuova realtà - una vasta maggioranza non politica che supporta un nuovo governo - impone un più incisivo coordinamento dei presidenti delle Camere con il governo. La situazione di emergenza del Paese poi va affrontata con percorsi parlamentari "veloci" e "provvedimenti incisivi, rapidi e risolutivi". Lo si legge in una nota congiunta.
Il governo tedesco apre agli eurobond
Il governo di coalizione tedesco guidato dalla cancelliera Angela Merkel non escluderebbe più categoricamente gli eurobond come strumento per contrastare la crisi del debito. Lo afferma il quotidiano "Bild", che cita fonti dell'esecutivo di Berlino secondo cui il governo potrebbe essere costretto a offrire una contropartita, ad esempio in cambio del richiesto inasprimento del patto di stabilità europeo. Questo potrebbe presupporre un via libera agli eurobond o a titoli analoghi, finora osteggiato con determinazione dai partiti al governo.