migliaia alla manifestazione

Egitto, la polizia si ritira: torna la calmaEl Baradei si candida e grida: "Ci massacrano"

Almeno 30 morti da sabato secondo il ministero della Sanità. L'ex capo dell'Aiea si offre per la corsa a premier, ma a condizione che i militari non interferiscano

© Reuters

E' tornata calma la situazione in piazza Tahrir a Il Cairo dopo quattro giorni di proteste da parte di manifestanti che chiedevano la fine del potere militare. Il leader ad interim, il maresciallo Hussein Tantawi, ha promesso di trasferire il potere al presidente che verrà eletto entro la metà del 2012. L'esercito, accusato di usare gas nervini per disperdere la folla, ha deciso di liberare la piazza per allentare anche la tensione internazionale.

L'esercito si ritira da piazza Tahrir: torna la calma
Gli scontri tra polizia e manifestanti nella strada laterale a Piazza Tahrir che porta al ministero dell'interno sono finiti, dopo che la polizia si è ritirata. Scene di giubilo tra i manifestanti, che hanno cominciato a ripulire la strada. Gli scontri in via Mohamed Mahmoud erano in corso da quattro giorni ininterrottamente ed hanno provocato, secondo stime ufficiali, 33 morti, almeno dieci di più secondo fonti ufficiose, e centinaia di feriti. La calma nella strada diventata focus degli scontri è tornata dopo che alcuni sheikh hanno svolto una mediazione tra manifestanti e poliziotti. Immagini riprese dalla tv Al Jazeera hanno mostrato strette di mano tra giovani egiziani e poliziotti e passi di danza improvvisati da varie persone. 

Slogan di gioia tra la folla
"Viva la rivoluzione", "Abbasso il ministero dell'Interno", "Il popolo vuole la caduta del maresciallo": sono questi gli slogan che molti giovani hanno scandito subito dopo il ritiro delle forze di polizia da via Mohamed Mahmoud per manifestare la gioia di aver "vinto" il confronto con la polizia. Incerti per ora gli sviluppi nella adiacente piazza Tahrir, dove migliaia di persone continua a sostare in attesa di nuovi eventi.

I militari: "Non usiamo gas nervino"
Una fonte militare egiziana ha smentito l'uso di gas tossico o con agente nervino per disperdere le manifestazioni in corso da giorni a Piazza Tahrir. Lo riferisce la televisione di Stato egiziana, precisando che la fonte ha smentito in particolare l'uso di gas proibiti a livello internazionale.

El Baradei su Twitter: "Un massacro"
"Gas lacrimogeni con agente nervino e munizioni vere vengono usati contro i civili a Piazza Tahrir". "E' in corso un massacro". Lo ha scritto in un messaggio twitter Mohammed El Baradei, l'ex capo dell'Aiea pronto a diventare premier egiziano a certe condizioni, riferendosi agli scontri di queste ultime ore al Cairo. (ANSA).

Al Cairo altri quattro morti
Sale il bilancio dei morti degli scontri di questa mattina nei pressi del ministero dell'Interno al Cairo. Secondo una fonte medica le vittime sono almeno quattro per intossicazione da lacrimogeni, secondo un'altra fonte una delle vittime sarebbe stata raggiunta da colpi di arma da fuoco.

Neonato soffocato dai lacrimogeni
Un bimbo di nove mesi è morto a Tanta, città nel delta del Nilo, dopo avere respirato gas lacrimogeni sparati dalle forze dell'ordine durante la manifestazione nei pressi della Prefettura. Lo riferiscono fonti mediche spiegando che il bimbo era in braccio alla mamma che stava passando per una delle strade laterali rispetto alla Prefettura.

Tragico bilancio: da sabato 30 morti
Secondo il ministero della Sanità egiziano, l'ultimo bilancio delle vittime degli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti al Cairo è di almeno 30 morti da sabato.

El Baradei si candida a una condizione
L'ex capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Mohammed El Baradei, si è detto disponibile ad accettare l'incarico di primo ministro, dopo le dimissioni del governo di Essam Sharaf, se le elezioni parlamentari si terranno, come previsto, lunedì. Baradei (che rimane candidato alla presidenza egiziana) vuole però essere in grado di esercitare l'eventuale mandato senza interferenze del Consiglio militare. In un messaggio su Twitter pone le sue condizioni: "Accetterò la guida del nuovo governo egiziano a condizione che sia veramente indipendente dalle ingerenze dei militari".