Silvio Berlusconi ribadisce la linea già discussa nel vertice ristretto con ex ministri e governatori di regione: lealtà al governo di Mario Monti. "Con lui siamo in buone mani", ha detto l'ex premier. Davanti ai vertici del Pdl Berlusconi ribadisce di essersi dimesso per senso di responsabilità senza mai essere stato sfiduciato e di essere pronto a raddoppiare l'impegno a favore del partito.
Impegno dunque sul Pdl senza perdere d'occhio i provvedimenti che l'esecutivo guidato dall'ex commissario Ue si appresta a mettere in campo. A vigilare ci sarà una sorta di governo ombra - è lo stesso Berlusconi ad usare l'espressione, anche se precisa di non gradirla molto -, che dovrà lavorare anche ad iniziative da usare poi per la campagna elettorale.
Come ribadito ai suoi fedeli collaboratori l'ex premier non ha nessuna intenzione di mettersi da parte, anzi all'ufficio di presidenza usa quasi toni da campagna elettorale invitando tutti a stare uniti e a lavorare affinché il partito sia pronto al momento del voto. Il "mandato" consegnato al segretario del Pdl è quello procedere con i congressi locali e poi ipotizzare un'assemblea degli eletti.
L'altra opzione sul tavolo, già preannunciata dallo stesso Alfano domenica, è quella di organizzare una grande manifestazione in cui far "pesare" il Pdl in piazza e non solo nelle aule parlamentari.
E' proprio ai numeri del Parlamento che Berlusconi guarda pensando al programma che il nuovo governo dovrà mettere in campo: la lealtà sarà massima - ribadisce ai suoi - ma dobbiamo essere consultati sui provvedimenti, non è pensabile votare a scatola chiusa.
A fargli eco è il segretario Angelino Alfano che lancia un appello affinché il partito resti unito: "Speriamo che i provvedimenti del governo Monti non tradiscano i nostri orientamenti - mette in chiaro - voteremo con senso di responsabilità in Parlamento dando il nostro contributo". Parole che non piacciono però a due ex ministri come Antonio Martino e Gianfranco Rotondi che ribadiscono il no a Monti.