Erano stati accusati di voto di scambio a Pavia e indagati a Milano per concorso esterno in associazione mafiosa nell'inchiesta "Infinito": Pietro Trivi, ex assessore al Commercio di Pavia, e Carlo Chiriaco, ex direttore dell'Asl della città lombarda, sono stati assolti il 12 ottobre "perché il fatto non sussiste". Le intercettazioni che condannavano i due imputati in realtà erano state trascritte in maniera errata dal perito del Tribunale.
Così la frase "adesso chiamo Luca Tronconi" è diventata "rischiamo un po' troppo"; oppure i "voti contati" si è trasformato in "i voti comprati". Discrepanze che la Difesa, pagando una nuova perizia sulle intercettazioni agli atti del Tribunale, ha potuto svelare.
L'accusa
I due erano imputati di corruzione elettorale aggravata: secondo l'accusa, nella primavera del 2009 avrebbero dato 2mila euro a un infermiere per sostenere l'elezione di Trivi in consiglio comunale. Chiriaco (sotto processo anche a Milano), in particolare, era ritenuto dagli investigatori uno dei personaggi più importanti delle cosche che operavano sul territorio lombardo.
La Difesa aveva replicato che Chiriaco aveva solamente pagato un attivista (l'infermiere che ha poi confermato la tesi a favore dell'ex direttore dell'Asl), che aveva seguito la campagna elettorale. (L'operatore sanitario tra l'altro non avrebbe mai potuto votare a Pavia poiché non era iscritto nelle liste elettorali della città, difficile anche credere che l'uomo abbia potuto fare da tramite per corrompere altri elettori, con soli 2mila euro).