Il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, ha detto di avere "molta stima" per Mario Monti, neo senatore a vita e indicato per un possibile incarico da presidente del consiglio. "E' una persona estremamente competente che conosco molto bene", ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa a Tokyo. La Lagarde ha quindi ribadito che "stabilità, chiarezza e credibilità politica" sono alla base di "un serio piano di riforme".
E così si allunga la lista di estimatori a livello internazionale del neo senatore a vita Mario Monti. La Lagarde, oltre a promuovere la candidatura di Monti, ha anche espresso "apprezzamento" per il via libera finale del Parlamento italiano, atteso in queste ore, delle misure "concordate con la Ue il 26-27 ottobre" e che dovrebbero portare al "significativo miglioramento della situazione".
"Competente"
"Conosco molto bene Mario Monti, ho molta stima e rispetto per lui, penso che sia una persona estremamente competente con la quale in ogni caso ho sempre avuto un dialogo allo stesso tempo produttivo ed estremamente intenso", ha detto di lui la Lagarde, che ha anche esortato l'Italia ad accelerare sulle riforme.
"Nuovo premier in tempi rapidi segnale di credibilità"
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato "l'intenzione di lasciare la carica - riprende la Lagarde - e ritengo che una nuova nomina avrà luogo molto presto nei prossimi giorni". E' un fatto, ha osservato ancora il direttore dell'Fmi, "che rappresenta un segnale sia di chiarimento sia di credibilità delle istituzioni politiche, elementi fondamentali di stabilizzazione della situazione sul piano generale".
Riforme
"L'Italia deve attuare misure aggiuntive con stabilità politica e credibilità politica", ha poi aggiunto il direttore Fmi, dicendo che le riforme promesse vanno attuate "su basi stabili, solide e sostenibili".
Italia monitorata, ma il suo caso è diverso dalla Grecia
La Lagarde ha poi ricordato ancora che il caso dell'Italia sarà monitorato dalle autorità finanziarie europee e internazionali, ma su "richiesta volontaria", e ha ribadito che il caso Italia è molto differente da quello della Grecia. "E' soprattutto il finanziamento del debito che ha chiaramente toccato livelli difficilmente sostenibili sul lungo periodo. Già di recente, tuttavia, c'è stato un ribasso, risultato delle politiche di assestamento (il via libera del Parlamento alle misure definite in sede Ue, ndr), frutto di credibilità e chiarezza, necessarie in Italia".