In tutto sedici condanne e otto assoluzioni. Più di tutti paga Luciano Moggi, considerato il vertice della “cupola” e condannato a 5 anni e 4 mesi (ha avuto anche il Daspo e l’interdizione dai pubblici uffici) per "promozione dell’associazione a delinquere", insieme all'ex designatore Paolo Bergamo(3 anni e 8 mesi) e a Innocenzo Mazzini(2 anni e 2 mesi). A Pairetto e De Santis un anno e 11mesi, mentre il presidente della Lazio Lotito e i fratelli Della Valle, proprietari della Fiorentina, hanno avuto un anno e 10mesi. Escluse le istanze risarcitorie contro la Juventus, che a giudizio della corte non era a conoscenza dei reati perpetrati.
MOGGI COME HA COMMENTATO LA SENTENZA?
Secondo l’ex direttore generale della Juventus “è stata una sentenza già scritta, hanno fatto il loro ingresso i testimoni dell'accusa e noi abbiamo rinunciato ai nostri perché ci avevano difeso già loro”. Big Luciano ha quindi fatto sapere che si appellerà “sperando in una giustizia che non c'è, una giustizia vera, altrimenti nella giustizia divina”.
COME HA RISPOSTO LA PROCURA DI NAPOLI ALLE DICHIARAZIONI DI MOGGI?
Secca la risposta del procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore: "Non è vero che le indagini sono state svolte in una sola direzione. Mai come questa volta non è stata una sentenza già scritta: tra noi ed i collegi ci sono state delle incomprensioni, infatti siamo stati costretti a due istanze di ricusazione per ristabilire la regolarità del processo. La sentenza è giunta nonostante le indagini siano state pregiudicate da fughe di notizie. Un settimanale (L'Espresso) pubblicò tutte le intercettazioni e quindi non si poterono fare altre indagini".
DOPO LA SENTENZA COME HANNO REAGITO JUVENTUS E INTER?
La stessa sera della sentenza è arrivato immediato un comunicato della Juventus: "La sentenza odierna afferma la totale estraneità ai fatti contestati di Juventus. Tale decisione, assunta all’esito di un dibattimento approfondito e all’analisi di tutte le prove, stride con la realtà di una giustizia sportiva sommaria dalla quale Juventus è stata l'unica società gravemente colpita”. L’Inter si è invece mantenuta fedele alla sua linea: "No comment" sono state le uniche parole del presidente nerazzurro Massimo Moratti.
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