Il palco di Sanremo, del Festivalbar e dei concerti di Vasco. I tour, un reality e il successo tra le mani. All'improvviso un periodo buio, la morte del padre, la vita rimessa in discussione. Poi un viaggio a New York, dove Simone ha ritrovato se stesso. Dal ponte di Brooklyn è partita la rinascita, il secondo capitolo della sua carriera, quella di Simone Tomassini. E lì Simone è ritornato, con le pagine del suo primo libro "Confessioni di un pazzo" che esce oggi in libreria.
Il cantante, con il suo consueto entusiasmo, ha scelto di raccontare in anteprima a Tgcom la sua opera letteraria nata proprio da quell'esperienza negli States dove si è trovato a vivere per strada, con la sua chitarra e la sua armonica, come il protagonista del suo libro "Filo".
Simone, raccontaci chi sono i personaggi del libro
In America ho conosciuto il protagonista del libro, Filo, che non è il diminutivo di nulla, ma si chiama così perché è "appeso al filo di un rasoio". Lui vive di espedienti, è un senzatetto ai margini della società, ma non chiede l'elemosina. E' andato negli Stati Uniti con mille sogni e si è trovato in quella situazione senza un motivo, per questo sulla copertina del libro c'è il punto di domanda.
E poi c'è Jennifer...
Sì e il romanzo è raccontato proprio dal suo punto di vista. Jennifer è una ragazza italiana che lavora a New York per una multinazionale. Incontra Filo e vuole conoscere questo ragazzo, totalmente diverso da lei. Tra i due nasce questa complicità, ma non c'è una storia d'amore e neanche un bacio. Parleranno invece molto di di vita, delle loro vite.
Com'è nato e come è strutturato il libro?
Ogni capitolo nasce e finisce, è concluso in sé, ma ognuno di essi racconta qualcosa di importante. Non ho avuto fretta di scriverlo, né di pubblicarlo. In tutto ci ho messo tre anni. E' una continuazione di quello che ho vissuto a New York e che ho potuto intravedere nelle vite degli altri. Filo incontra Simone nel libro e i due si mettono a confronto, come in uno specchio.
Mi viene in mente la tua canzone "Il mondo che non c'è". Che rapporto c'è tra la tua musica e il libro?
La mia musica si lega molto a questo libro, con "Il mondo che non c'è" e con "La scuola della vita" in particolare, ma anche con tutta la mia musica recente. Poi ci sono dentro anche i posti di New York che ho vissuto, come Strawberry Fields di John Lennon, e i luoghi dove ho cantato, come il ponte di Brooklyn. Anch'io ho vissuto in strada suonando con la chitarra e ho raccolto un bel po' di dollari. La gente mi vedeva, si fermava, faceva una foto e magari lasciava qualche spicciolo. Tutto questo è stato reso possible dalla forza della musica.
Un viaggio e un romanzo di scoperta e riflessione, anche sulla vita mi sembra di capire...
Sì, ho capito che qualunque strada uno voglia scegliere può essere diversa da quella che ti sceglie. Uno a volte si abitua alla sua vita che magari gli hanno fatto scegliere e si lamenta. Io ad esempio ho due carriere: quella di Simone, dove c'era più quantità, e quella di Simone Tomassini, dove ho scelto più qualità. Dal 2004, dopo quattro anni intensi e inverosimili in cui non avevo quasi una vita tra concerti, tour, interviste, gente che mi portava di qua e di là, mi sono fermato. Ora se mi piace una cosa la faccio, altrimenti no. (Simone ha fatto recentemente diversi concerti in scuole per disabili, ndr). Io faccio le cose se le sento, prima invece non ero io che decidevo tutto, ora sì.
Ti riferisci al "dopo Sanremo" da quando è decollata la tua carriera artistica?
Esatto, per me un sogno deve restare un sogno e non trasformarsi in un incubo. Penso ad esempio ai tanti ragazzi di Sanremo Giovani che oggi fanno tutt'altro e sono infelici. Purtroppo oggi si brucia tutto nel giro di pochi secondi. Quando una ragazza mi dice: "Sai che con le tue canzoni io sogno!", mi fa molto più piacere che non quando mi dicono che gli piaccio esteticamente.
Quello di Simone Tomassini è un libro pieno di vita, serenità e solarità. Un po' come l'autore, che dopo un periodo buio, anche grazie a un viaggio e ad una vita borderline ha ritrovato se stesso. "Confessioni di un pazzo" è da oggi nelle librerie, nelle edicole e sul web, edito da Rupe Mutevole (Parma), al prezzo di 10 euro. Il cantante lo presenterà alla Feltrinelli di Como il 18 novembre e poi a Milano, Firenze, Roma e in altre città. Tutte le informazioni sul sito www.simoneweb.it.
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