Brescia, soccorsi tardivi?

Nessuno ha soccorso in tempo Saidou? L'avvocato: "Riaprite l'inchiesta"

Brescia, polemica sulla morte del detenuto senegalese che chiese aiuto per un attacco d'asma

© Dal Web

Saidou Gadiaga, di nazionalità senegalese, era morto il 12 dicembre 2010 nella caserma Masotti di Brescia, dove era detenuto dal giorno prima: causa del decesso un attacco d'asma. La vicenda però rischia di riaprirsi dopo le rivelazioni della "Repubblica" con le immagini di un video del corridoio sul quale si affacciava la cella di Saidou, il quale si sarebbe sentito male e avrebbe chiesto aiuto. I soccorsi però sarebbero stati tardivi.

E' l'avvocato Manlio Gobbi ad alzare la voce: "Chiediamo nuove indagini". Per quale motivo? Una testimonianza di chi stava nella cella a fianco, il bielorusso Andrei Stabinger, spiega che Saidou, colpito da attacco d'asma, avrebbe fatto il possibile per chiedere aiuto: "Picchiava contro la porta e chiedeva aiuto gridando. Dopo un po' di tempo ho sentito che qualcuno apriva la porta della cella". Quel "po' di tempo" di cui Stabinger parla sarebbe stato da lui stesso quantificato in circa 15-20 minuti. E qui interviene il filmato che evidenzia come dal momento in cui il senegalese mostra le dita dallo spioncino della cella (le 7.44) all'arrivo del carabiniere trascorrano due minuti e 35 secondi. I soccorsi non arrivano e l'uomo si accascia al suolo alle 7.52. Gli uomini del 118 si sarebbero introdotti nella cella due minuti dopo.

Il video mostra così che l'uomo sarebbe morto nella caserma e non nell'ospedale come avrebbero detto i carabinieri.

Sul fatto si era mosso anche il consolato senegalese a Milano, la vicenda era stata poi archiviata dal pm. Saidou Gadiaga era stato arrestato perchè clandestino. 

Foto tratta dal sito www.repubblica.it

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