A Milano continua a destare polemiche la tragica morte di Giacomo Scalmani, il ragazzino in bicicletta finito sotto il tram 14 dove era stato accidentamente spinto dall'apertura di uno sportello di una vettura in divieto di sosta. Infatti in via Solari, teatro della tragedia, dal 2009 è in attesa di essere approvato un progetto che renderebbe quella del tram una corsia riservata veramente al mezzo pubblico, ostruendo il passaggio di auto in quella con la linea gialla.
Uno dei principali problemi di via Solari è un numero costante di auto in sosta vietata. Anche per evitare questo fenomeno era stato previsto un provvedimento due anni fa: la posa di cordoli "sormontabili" lungo il tragitto del "14" che avrebbe obbligato le auto a circolare nella corsia adiacente a quella del tram anzichè nella sua stessa come ora avviene troppo spesso. L'installazione di telecamere avrebbe dovuto potenziare la separazione delle corsie, facendo sì che le auto invadessero solo quella di loro competenza. Di conseguenza, il problema della sosta vietata si sarebbe azzerato perchè posteggiare in quella corsia avrebbe significato bloccare il traffico di un'arteria importante di Milano, lunga circa 3 chilometri.
L'intervento costa 600mila euro e nel 2009 non fu approvato in seguito all'opposizione dei commercianti della zona. Il sindaco Giuliano Pisapia, recatosi nella chiesa di Santa Maria del Rosario per portare la vicinanza delle istituzioni alla famiglia Scalmani, ha replicato a chi gli ha detto di ricordarsi delle piste ciclabili e delle promesse mai attuate: "Chiedete a chi non le ha fatte prima", puntando il dito contro l'amministrazione Moratti. Chi gli era di fronte ha ribattuto: "Ma che risposta è?".