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Bin Laden fuggì con un cellulare

Trucchi banali sviarono le spie Usa

In barba ai sofisticatissimi sistemi di spionaggio dell'intelligence americana Bin Laden riuscì a fuggire. Durante la battaglia di Tora Bora nel novembre del 2001 è bastato un banale travestimento al leader di Al Qaeda, per sfuggire ai controlli e scappare tra le montagne. Altro trucco semplice per sviare le spie è stato quello di affidare il suo telefono satellitare ad una delle sue guardie del corpo, il marocchino Abdallah Tabarak.

Tabarak si è impadronito del telefono supponendo, a ragione, che le spie americane lo stessero tenendo sotto controllo per intercettarlo e capire dove si trovasse Bin Laden. L'uomo si è allontanato dal gruppo che seguiva il capo di Al Qaeda sin dal momento della fuga dall'Afghanistan, e ha continuato ad usare il telefono per sviare gli americani e permettere a Bin Laden di allontanarsi indisturbato.

Tabarak è stato catturato nei pressi di Tora Bora, ma i funzionari americani non si sono resi conto da subito di ciò che avevano tra le mani. La sua dedizione a Bin Laden è continuata anche durante la sua prigionia a Guantanamo, dove ha fermamente rifiutato di collaborare con gli americani, continuando, come aveva fatto al tempo della sua cattura, a dire che di essere un commerciante di tessuti che si era trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato.  Qui è diventato leader di un gruppo di più di 600 sospetti membri di Al Qaeda.

Tabarak conosciuto anche come Abu Omar è molto rispettato perché ha aiutato Bin Laden a scappare. La manovra che implica l'uso del telefono satellitare, è ampiamente conosciuta e celebrata tra i detenuti della prigione militare.