Dopo la contestazione subita al Roma Film Festival martedì sera, il ministro della Difesa Ignazio La Russa non le manda a dire a Claudio Amendola che, secondo "le immagini e alcune testimonianze dirette" avrebbe sollecitato alcuni dei presenti ad "alzare il volume dei fischi". "O Amendola chiede scusa, o smentisce o è proprio uno stronzo - ha detto La Russa senza troppi giri di parole.
Il giorno dopo il ministro è tornato sulla vicenda e interpellato non si è fatto problemi ad attaccare l'attore romano. "Quando ho letto le agenzie - spiega La Russa - non ci credevo. Ai quattro o cinque fischi - fino a quel momento, infatti, molti altri applaudivano e salutavano - si è aggiunto un gruppetto aizzato da Claudio Amendola che, nell'occasione, ha dimostrato di essere un guitto".
La Russa ha poi assestato una frecciata ad Amendola: "Chissà se quelli che aizzava all'insulto - ha detto il ministro -, divenuto ormai per i nostri oppositori un obbligo, sono a conoscenza di quanto guadagna Amendola per ogni apparizione su Mediaset. Soldi di Berlusconi, naturalmente". E da qui la conclusione: "O chiede scusa o smentisce o è proprio uno 'stronzo'...".
Amendola: "Aggressione gratuita, il ministro si scusi"
"In relazione alla gratuita aggressione verbale da me subita da parte dell'onorevole Ignazio La Russa, di cui sono venuto a conoscenza da poche ore dagli organi di stampa online, ritengo doverose delle immediate e formali pubbliche scuse dell'onorevole trovandomi costretto in caso contrario ad agire in sede giudiziaria". Così in una nota Claudio Amendola replica al ministro La Russa.