Che piega prenderà ora la crisi? Crisi vera e propria non c’è ancora, ma la giornata di ieri, il martedì nero, con la borsa a -6.8% e lo spread a quota 459 sembra aver segnato uno spartiacque nella evoluzione della situazione politica italiana, bloccata da diversi mesi con una opposizione che pretende le dimissioni di Berlusconi per fornire qualunque tipo di collaborazione e un governo che procede a colpi di fiducia (seppure risicata).
Il Consiglio dei Ministri di stasera, alle 20, si annuncia fondamentale – per alcuni ‘drammatico’ - e i toni, in parlamento e nel mondo politico romano sono quelli del redde rationem. Sicuramente nella riunione di stasera verrà presentato e approvato il primo pacchetto di misure urgenti, anzi urgentissime, sui contenuti del quale si vagheggia di tutto, nelle indiscrezioni di corridoio e sui giornali, dalla patrimoniale al prelievo forzoso.
Ma su tutto pesano numerose incognite: la prima, come si farà a far passare queste misure così gravi con una maggioranza così esigua in Parlamento? La maggioranza resterà coesa, aggrappata ai numeri che servono, o ci saranno nuove defezioni, come quella annunciata ieri sera dal deputato pidiellino Antonione? A questo punto, pochi voti in meno basterebbero al governo per trovarsi di fronte a difficoltà insormontabili. Secondo: che ruolo avrà Napolitano? La nota del Quirinale di ieri sera sembra chiaramente indicare che il Presidente – il quale si sente garante della fiducia italiana presso la UE – vuole prendere in mano la situazione e assicurarsi che sulle misure gravi del governo possa esserci una convergenza la più ampia possibile. Ma l’opposizione si schioderà dalla pregiudiziale anti-Berlusconi, o insisterà sulla necessità – per fornire il proprio contributo – di un nuovo governo con la guida di un personaggio autorevole, non di parte?
Su questi temi si giocherà la sopravvivenza del governo nei prossimi giorni, e anche, probabilmente, la sopravvivenza di credibilità del nostro Paese sulla possibilità concreta di superare la dura impasse del debito con le conseguenze pesanti che ogni giorno sembrano aumentare.