"Alzate in alto le teste. Siete libici liberi dal giogo di Gheddafi". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio nazionale di transizione, Abdul Hafiz Ghoga, a migliaia di persone radunate in piazza a Bengasi. Durante la cerimonia, che si è svolta tre giorni dopo la morte del Raìs, ha parlato anche il capo del Cnt, Jalil, che ha auspicato la transizione democratica. "Pensate al perdono e alla riconciliazione: bisogna evitare la violenza", ha ribadito.
Ghoga: "Rispetteremo gli impegni internazionali"
Il vicepresidente del Cnt, Abdul Hafiz Ghoga, ha garantito durante il discorso di annuncio della liberazione della Libia a Bengasi che "il popolo libico, dopo aver costituito uno stato di diritto, come primo atto assicura al mondo che rispetterà tutte le intese firmate in base a standard internazionali".
Jalil: "Sharia alla base del nostro ordinamento"
Il numero uno del Consiglio di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, si è inginocchiato in preghiera subito dopo avere presenziato alla cerimonia di proclamazione della liberazione della Libia. Jalil ha promesso che la legge islamica sarà rafforzata. "Come nazione musulmana la sharia è alla base della nostra legislazione, pertanto ogni legge che contraddica i principi dell'Islam non avrà valore", ha detto.
Jalil ha poi ringraziato le Lega Araba, le Nazioni Unite e l'Unione europea per l'aiuto e il supporto dato nel conflitto e che ha portato alla morte di Muammar Gheddafi. "Tutti i martiri, i civili e l'esercito hanno atteso questo momento. Adesso si trovano nel migliore dei posti, il paradiso eterno". Davanti a decine di migliaia di libici che hanno riempito una delle piazze principali di Bengasi in occasione della festa, il presidente del Cnt ha concluso affermando che "la rivoluzione è iniziata come pacifica, per poi divenire violenta".
Jalil: "Un esercito per proteggere i nostri confini"
Il numero uno del Cnt ha chiesto alla folla a Bengasi "perdono, tolleranza e riconciliazione" e ha invocato "il rispetto della legge", assicurando che "la sicurezza nazionale sarà garantita dalla costituzione di un esercito nazionale che proteggerà i confini e la nazione".
Obama: "Inizia una nuova era"
"Dopo quattro decenni di dittatura brutale e otto mesi di una sanguinosa guerra, il popolo libico può ora celebrare la sua libertà e l'inizio di una nuova era". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un messaggio ai libici durante i festeggiamenti a Bengasi.
Ma Saif Gheddafi promette ancora battaglia
Intanto, il figlio di Muammar Gheddafi, Saif al Islam, interviene per la prima volta dopo l'uccisione del padre. Il giovane si impegna a continuare a combattere i "ratti" e le forze della Nato. "Io vi dico, andate all'inferno, voi e la Nato dietro di voi. Questo è il nostro Paese, noi ci viviamo, ci moriamo e stiamo continuando a combattere", dice Saif in un breve messaggio audio trasmesso sabato sera da una tv con sede a Damasco, Al Rai.