lungo "faccia a faccia"

Tangenti, Penati otto ore dai magistratiLui: "Ho risposto a tutte le domande"

Ha chiarito il giro di denaro sulle aree ex Falck e Marelli di Sesto San Giovanni, nel Milanese

© Ap/Lapresse

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Otto ore e mezza. Tanto è durato l'interrogatorio che l'ex presidente della Provincia Filippo Penati aveva chiesto ai pubblici ministeri di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, che hanno in mano l'inchiesta su un presunto giro di tangenti relative alle aree ex Falk e Marelli di Sesto San Giovanni.

Penati, che si è presentato al Comando della Guardia di finanza monzese con un trolley colmo di documenti, ha risposto a tutte le domande dei pm per cercare di dimostrare, con carte alla mano da lui raccolte, la sua estraneità ai fatti contestati. Accanto ai suoi avvocati Nerio Diodà e Matteo Calori, l'ex vice presidente del Consiglio regionale ha spiegato la sua versione dei fatti tentando di smontare una per una le ipotesi dell'accusa e le dichiarazioni messe a verbale dai due imprenditori Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina, i quali hanno denunciato di un sistema di tangenti su cui sono in corso accertamenti.

E' stato lo stesso esponente politico del Pd a chiedere di essere interrogato, anche in vista dell'udienza del 21 ottobre davanti al Tribunale del riesame di Milano dove si discuterà l'appello dei pm monzesi contro il provvedimento con cui 25 agosto il gip Anna Magelli ha respinto la richiesta di arresto per lui e per il suo ex braccio destro, Giordano Vimercati.

"Ho risposto a tutte le domande"
"Come avevo richiesto, oggi sono stato interrogato dai Procuratori della Repubblica di Monza, che indagano sulla mia vicenda e ho risposto a tutte le loro domande, ricostruendo nel dettaglio i rapporti da me intrattenuti sia con i coimputati sia, soprattutto, con gli imprenditori che mi hanno accusato" ha affermato in una nota Filippo Penati. L'esponente politico si riserva di querelare i suoi accusatori: "Mi riterrò libero di chiedere alla magistratura di accertare se coloro che mi hanno accusato, lo abbiano fatto ingiustamente e, quindi, debbano rispondere di tutti i danni da me subiti".

I difensori dell'ex presidente della provincia di Milano hanno confermato che l'interrogatorio è stato secretato, "in quanto sono necessari una serie di riscontri".