RESTITUIRE POTERE AGLI ELETTORI

Premier: "Legge elettorale in ParlamentoAscoltare anche le voci fuori da palazzo"

Il premier orientato a mantenere il paletto del bipolarismo ma a restituire al contempo il potere di scelta agli elettori

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Il premier, Silvio Berlusconi, conferma l'intenzione di mettere mano alla legge elettorale in Parlamento, ma ascoltando le istanze che vengono da fuori il Palazzo. Lo rivelano fonti vicine al presidente del Consiglio, riportando alcune conversazioni in cui Berlusconi avrebbe sostenuto che occorre mantenere il paletto del bipolarismo, ma restituire il potere di scelta agli elettori.

Fini: "Cambiare legge elettorale in Parlamento"
Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è intervenuto sulla legge elettorale auspicando che l'attuale normativa venga cambiata "non necessariamente" attraverso la celebrazione del referendum, ma piuttosto in Parlamento. "Come sempre - ha detto Fini a margine della cerimonia per i 35 anni di attività di Villa Maraini - il capo dello Stato ha detto parole assolutamente condivisibili. La legge elettorale ha rotto il rapporto tra eletto ed elettore, e va cambiata". "Un milione e 200 mila firme - ha proseguito riferendosi alle adesioni raccolte dai quesiti referendari - sono la dimostrazione di una volontà e di una partecipazione di tanti cittadini".

Bindi: "Ora legge elettorale in Parlamento"
Anche per Rosy Bindi, presidente del Partito Democratico, "un milione e 200 mila firme sono uno straordinario risultato. Credo che con il metodo giusto e corretto il Pd abbia dato un grande contributo, perché i partiti non promuovono i referendum, ma fanno le leggi elettorali in Parlamento". "Per noi - prosegue Bindi - questo significa che si deve fare una nuova legge elettorale. E nessuno usi il referendum come pretesto per sciogliere le Camere, perché è un'occasione per fare le riforme". Bindi esprime "apprezzamento" per le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "E' un invito a fare sul serio".

Carfagna: "Non vedrei male la doppia preferenza di genere"
"Non vedrei male, se dovessero ritornare le preferenze, introdurre il meccanismo della cosiddetta doppia preferenza di genere (un voto per un uomo e uno per una donna, ndr.)". Lo ha detto il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, parlando dell'esito referendario sulla legge elettorale, a margine di un dibattito sul ruolo delle donne.

Santanché: "Non credo si troverà un accordo per cambiare la legge elettorale"
Daniela Santanché non è molto convinta che si troverà un accordo per cambiare la legge elettorale, anche se oggi sono state depositate le firme per indire un referendum che cancelli l'attuale sistema. Il motivo è che la legge attuale dà un grande potere ai capi dei partiti. "Voglio informare le donne - ha aggiunto - che con le preferenze la maggioranza chiude con la politica, perché servono i soldi per la campagna elettorale".