INCOLPEVOLE VICINO

Sentenza Cogne Bis: "Annamaria Franzoni ha dimenticato di aver ucciso il figlio Samuele"

E' la motivazione scritta dal giudice che ha condannato la donna per aver calunniato il vicino di casa accusandolo dell'omicidio

© Ansa

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"E' possibile" che Annamaria Franzoni non ricordi più di avere ucciso il figlio, Samuele Lorenzi. E' quanto scrive il giudice Roberto Arata, del tribunale di Torino, nelle motivazioni della sentenza del processo Cogne bis, al termine del quale la donna è stata condannata a un anno e quattro mesi per calunnia. La Franzoni sta scontando nel carcere di Bologna la pena per l'omicidio. In questo processo era imputata di avere denunciato un vicino di casa.

Secondo il giudice Arata, "nel momento immediatamente successivo al delitto, Annamaria Franzoni ha registrato nella memoria l'azione omicida e ha attivato una lucida e consapevole strategia difensiva per sopprimere gli indizi a suo carico".

Tutto questo, però, accadeva all'epoca del fatto, il 30 gennaio del 2002. Il giudice, dopo avere vagliato il lavoro degli esperti interpellati durante il processo Cogne bis, ha concluso che non si è raggiunta la certezza che, da allora, la donna abbia continuato a mentire.

"E' possibile - scrive infatti il magistrato - che in lei si siano innestati dei meccanismi inconsci di rimozione-scissione, capaci di provocare la cristallizzazione di un falso ricordo". La condanna per calunnia, nonostante queste considerazioni, è motivata dal fatto che, secondo Arata, la Franzoni era comunque certa che il vicino di casa, Ulisse Guichardaz, fosse innocente.