E’ morto ieri a 92 anni Wilson Greatbatch, l’inventore del pacemaker, l’apparecchio stimola cuore che ha contribuito a salvare milioni di cardiopatici. Ingegnere elettrico di formazione, era un’inesauribile serbatoio di idee. Nella sua vita ha depositato un totale di 150 brevetti e la sua creatura più famosa si è guadagnata un riconoscimento come uno dei 10 più importanti contributi dell’ingegneria alla società.
La notizia della morte è stata data da Thomas J. Hook, presidente della Greatbatch Inc., l'azienda che produce le batterie per il pacemaker, fondata dall’inventore nel 1970. Una vita intensa che nel 1998 lo portò ad essere ammesso nella 'Hall of fame' degli inventori ad Akron (Ohio). Il debutto del pacemaker risale al 1960, anno in cui e' stato eseguito, al Veterans' Affairs Hospital di Buffalo, il primo impianto di successo della macchina salvacuore su un uomo. Il battito cardiaco del 'paziente zero', un 77enne, divenne subito regolare. E l'uomo visse altri 18 mesi dopo l'operazione. Nel 2010 Greatbatch ha festeggiato il 50esimo anniversario del dispositivo medico.
L’invenzione avvenne per caso, mentre l’ingegnere lavorava ad un altro progetto. Si accorse che un circuito elettrico che aveva realizzato creava delle “pulsazioni” del tutto uguali a quelle del cuore di un uomo. L’unico problema da risolvere – non certo secondario – era di ridurre le dimensioni del suo prodotto che aveva lo stesso ingombro di un armadio. Dopo le sperimentazioni sugli animali e le resistenze della comunità medica si arrivò al debutto sull’uomo del 1960. Oggi, centinaia di migliaia di persone ricevono un pacemaker ogni anno.
Sposato con Eleanor per più di 60 anni e padre di 5 figli, l'ingegnere elettrico che ha segnato una svolta nella storia della cardiologia nel suo passato ha anche militato in Marina, come cannoniere di retroguardia e bombardiere a tuffo durante la seconda Guerra mondiale. Prima di morire ha avuto modo di lanciare una previsione sul futuro delle risorse energetiche del pianeta: secondo Greatbatch, i combustibili fossili si esauriranno entro il 2050.