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Piccoli e depressi

Anche i bambini soffrono di depressione

Ma come è possibile che ragazzini di pochi anni siano così disperati da volerla ‘fare finita’ con la vita e con il loro possibile futuro? Appunto: il loro futuro possibile. E’ questo che spaventa i giovanissimi, tanto da farli precipitare in depressioni che troppo spesso gli adulti neanche sospettano.

Il mondo dell’infanzia e della adolescenza è presente in ogni essere umano, perché ognuno ha avuto infanzia e adolescenza. Ma inspiegabilmente, passato il periodo difficile e critico della ‘sofferenza della crescita’, ed entrati nella fase della ‘giovinezza di gruppo’, le persone tendono a dimenticare quanto dolore, frustrazione, disperazione e solitudine, ci siano nel mitico ‘tempo dei balocchi’.
Se i genitori notano che i loro figli sono tristi, nervosi, stanchi e svogliati, inattivi o agitati, pessimisti, con bassa stima di sé; se si accorgono che i bambini rigirano nelle loro testoline idee di colpa, mangiano poco, oppure mangiano troppo; se dimagriscono o ingrassano; se dormono poco o dormono troppo; se hanno difficoltà a concentrarsi ... questi sono sintomi di una depressione che si sta costruendo il nido nella delicata psiche del bambino.

La depressione è' una malattia vera e propria, causata da disturbi chimici del cervello, che sono ereditati geneticamente oppure sono causati da situazioni di stress estremo. Il rischio di ereditare la depressione per via genetica è del 30-60%.
Sembra evidente che per i bambini, che hanno la vita ancora regolata sulla famiglia, la casa e la scuola, la depressione deriva diritta dai genitori e dai familiari stretti, oppure dagli insegnanti o dai compagni. Che sia genetica o derivi da stress.

Allora, che fare? Se ci sono problemi di fragilità genetica, i farmaci sembrano essere l’unico possibile rimedio, e il bambino ha una alta probabilità di rispondere positivamente ai farmaci antidepressivi. Se la depressione è causata da stress, significa che intorno al bambino accadono avvenimenti o si sviluppano situazioni che coinvolgono il poveretto in un impellente bisogno di ‘farla finita’, e vista la sua obiettiva impotenza di poter cambiare le cose da solo (se sa di essere solo), quel desiderio forte può prendere connotazioni patologiche di fuga nel click mentale o, magari, nel suicidio.

I bambini spesso manifestano disordini ossessivi e coercitivi, e cioè con la tendenza a un pensiero che resta fisso e non va via (ossessione) e ad azioni fatte in modo continuo per cercare di annullare l'ansia (coercizione). Si pensa che il Prozac lavori normalizzando l'equilibrio dei naturali messaggeri chimici del cervello, e per questo motivo viene usato anche per trattare l'obesità e i disordini dell'alimentazione. Prima si comincia la terapia, più rapida e completa promette di essere la guarigione. Anche le depressioni che durano da molto tempo sono curabili con questo farmaco: la depressione comincia a migliorare generalmente dopo alcune settimane di terapia, e di solito scompare dopo alcuni mesi o anche prima.

Negli USA, dove sembra che tra i bambini che hanno avuto l'esperienza della morte improvvisa di un parente o di un amico, uno su sei sviluppi la sindrome da disordine da stress post-traumatico (
Ptsd
), e pare che un americano su 13 sarebbe colpito da questo disordine nel corso della sua vita (il che fa 22 milioni di potenziali pazienti),

La Food and Drug Administration (Fda) ha dato il via libera al suo impiego nella fascia di età fra i 7 e i 17 anni. E la cosa ha avuto una forte risonanza anche qui da noi: è senz’altro il caso di ricordare che l’efficacia, la non pericolosità ed il positivo utilizzo del Prozac, infatti, non sono stati stabiliti per i bambini. E qui da noi gli esperti sono tutti concordi: nell’uso di questo farmaco, ma anche di altri medicinali specifici per le depressioni, ci vuole molta cautela quando si parla di bambini.

In America c’è un tipo di approccio a questi disturbi decisamente più “farmacologicamente interventista”, mentre in Europa e specificamente in Italia di solito, quando è possibile, si cerca una via di terapia diversa. Anche perché, dicono gli specialisti, i fenomeni di depressione maggiore nei bambini sono molto limitati. E se da una parte non è il caso di rifiutare a priori la disponibilità di un farmaco come il Prozac, dall'altra ritengono sia meglio evitare che prenda piede anche in Italia la tendenza a una somministrazione senza limiti di un medicinale ancora non ben conosciuto dal punto di vista clinico per i più piccoli.