Torino, nel bagno di un locale

Torino, donna suicida nel bagno di un locale Ma come se nulla fosse il bar resta aperto

La titolare dello storico caffè Platti: "Chiudere non mi sembrava opportuno"

© Dal Web

© Dal Web

Una domenica mattina molto diversa dalle altre allo storico caffè Platti di Torino: una donna di 66 anni, C.M., si è suicidata nel bagno con un colpo alla tempia della pistola del marito defunto. Nonostante il drammatico episodio il locale però non è stato chiuso, anzi ha continuato regolarmente la sua attività tra cappuccini, cornetti e tartine.

Colpisce proprio l’indifferenza generale rispetto a quello che è successo. All’inizio la gente non aveva capito che quel rumore proveniente dal bagno per portatori di handicap era un colpo di pistola finchè i baristi non sono andati ad accertarsi che fosse tutto in ordine: hanno trovato la porta chiusa a chiave. Così sono intervenuti i vigili del fuoco, sfondando la porta. Si è capito subito che si era trattato di un suicidio: la signora si era sparata dopo aver lasciato in vista e in ordine portafoglio, documenti e borsa (a casa aveva lasciato una lettera per la figlia). E’ stata avvertita la polizia, ma nelle sale adiacenti tutto è proseguito come se nulla fosse successo.

Il locale, in corso Vittorio Emanuele, ha una lunga storia ed è storico punto di riferimento dell’alta società di Torino, tra sale affrescate, stucchi e boiseries. Pierina Giani, la titolare, motiva così la scelta di tenere aperto: “Non ho chiuso il bar” afferma “perché non mi è sembrato opportuno, si è trattato di un fatto molto grave, ma voluto dalla signora. Perché chiudere il bar? Aspettavo per pranzo 100 turisti in arrivo da Milano ed il locale era pieno di gente. Io devo pensare al locale, a pagare i dipendenti e poi forse la signora avrebbe preferito questa riservatezza”. Parole pronunciate da una persona conosceva la protagonista del tragico gesto: la signora che si è uccisa, 66 anni, era nata in Francia ma viveva nel ricco quartiere Crocetta da diversi anni ed era diventata una cliente abituale del “Platti”. Conclude la titolare: "Mi spiace molto, era una donna gentile che da anni la domenica faceva colazione da noi, si sedeva al tavolo, consumava, dava la mancia e usciva".