Marrakech Express

Rabat, Fès, Meknès e Marrakech: le città imperiali del Marocco

Un viaggio tra i colori e i profumi delle perle del mondo arabo

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Vi ricordate “Marrakech Express”, il film di Gabriele Salvatores che insieme a “Mediterraneo” e “Turnè” forma la cosiddetta “trilogia della fuga”? La fuga da una realtà che non si comprende o non si vuole accettare, o una semplice fuga per staccare la spina dall'esistenza frenetica delle metropoli. Si dice che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero andare in Marocco, per farsi travolgere dal mistero dei monti dell'Atlante, dal caos e dai colori di Marrakech e dalla maestosità del deserto del Sahara. Un viaggio nella Terra di Dio (dal berbero Mur-Akush) e nella sua storia per scoprire le culture del territorio attraverso le quattro città imperiali di Rabat, Marrakech, Meknès e Fès
La capitale ambrata: Rabat 
Capitale del Marocco, Rabat è considerata il simbolo dell'immortalità del paese. Abbracciata da chilometri di mura color ambra e profumata da ibiscus rosa e arancioni, la città - elegante e raffinata - mescola storia e modernità. La genesi del nome è legata alla costruzione nel 1150 da parte del sultano Abd al - Mumin della fortezza sulla sommità della scogliera che si affaccia sull'Oceano Atlantico, una moschea e residenza che in arabo si definisce ribat. 
Sede del Palazzo Reale di Sua Maestà Hassan II che al suo interno ospita il Governo del Marocco, Rabat possiede anche la più grande università del paese e pullula di negozi, cinema, teatri e librerie. Cercate di essere a Rabat di giovedì e inoltratevi nella Rue des Consuls dove si svolge la caratteristica e folcloristica asta dei tappeti e dove si possono acquistare splendidi oggetti d'artigianato locale. Mettete poi in agenda una visita al Caffè Maure, un delizioso locale all'interno di una kashba, per sorseggiare tra le panche e i tavoli blu affacciati sul mare il tipico tè alla menta e i dolci caratteristici marocchini a base di miele e mandorle.

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La capitale intellettuale: Fès
Sono 202 i chilometri che dividono Rabat da Fès, la capitale intellettuale e artigianale del Marocco. Considerata la perla del mondo arabo, la città è un'importante meta turistica d'eccezione oltre che centro spirituale e culturale del paese e si divide in Fès el Jédid (la parte nuova) e Fès al Bali (la parte antica), che a sua volta è divisa in tre aree: la vecchia e la nuova Medina e la Ville Nouvelle, costruita dai francesi e caratterizzata da grandi viali e piazze. 
Nella vecchia Medina il fascino del passato è ancora molto vivo ed è facile vedere i bambini che si recano alla fontana a prendere l'acqua o le donne che fanno il pane in casa e s'improvvisano venditrici per strada. Nei souk sentirete fortissimo il profumo di legno di cedro e troverete di tutto, dagli animali vivi ai fiori. 
 
La capitale imperiale: Meknès
A 70 chilometri da Fès, situata su un altopiano e bagnata dal fiume Oued Bouferkrane sorge Meknès. Grazie al sultano Moulay Ismail la città è oggi la più bella capitale imperiale: moschee, palazzi, giardini, scuderie e vasche le danno un fascino intramontabile. Di particolare interesse è la città vecchia per i resti della Città Imperiale, alla quale si accede attraverso la porta Bab Mansour. Definita come la Versailles del Marocco, Meknès è silenziosa e tranquilla e si può visitare in soli due giorni. Perdetevi nella Medina tra bazar e souk suddivisi a seconda dei prodotti venduti: souk dei tappeti, souk dei tessuti e souk dei falegnami. 
Partite poi verso la valle che circonda la città immersa nei campi di grano e cereali e preparatevi a un viaggio di oltre 400 chilometri fino alla città rosa: Marrakech.
La capitale del caos: Marrakech
Di cose imperdibili da vedere e vivere a Marrakech ce ne sono parecchie. Sicuramente rimarrete colpiti dalle case che popolano la città: tutte rosa e mai più alte di cinque piani, perché l'edificio più imponente deve rimanere il minareto della moschea Koutoubia, così da essere il solo punto di riferimento anche dal lontano deserto. Godetevi il tramonto sull'Atlante dalla terrazza di uno dei tanti caffè affacciati sulla piazza Djemaa el-Fna, la principale della Medina, centro nevralgico di tutta Marrakech. A travolgervi sarà il caos dei venditori ambulanti che tenteranno di convincervi a comprare prodotti di vario genere, stoffe, tappeti e oggetti di artigianato. Ad incantarvi ci penseranno pittoreschi personaggi come i decoratori con l’henné, gli incantatori di serpenti, i suonatori e cantastorie. Inoltratevi e perdetevi nei souk, i mercati coperti che si svolgono nelle viuzze e piazzette, in ognuna delle quali si trovano venditori di pelli, lana, gioielli, tintori, spezie e tantissimi altri prodotti.
Per una pausa dal caos e per vivere un'esperienza da veri re fate una visita all'albergo La Mamounia, considerato a Marrakech come un vero monumento per la storia che lo precede e per la sua struttura, risultato dell’intreccio tra l’architettura tradizionale marocchina e l’Art Decò. Il nome La Mamounia risale al diciottesimo secolo. La sua storia ebbe inizio con il re Sidi Mohammed Ben Abdellah, che aveva l’abitudine di offrire ai propri figli in dono di nozze, una casa con giardino situati fuori della Kasbah. È così che Abdessalam, Mamoun, Moussa e Hassan sono divenuti i nomi dei giardini che il Re regalò loro. Nel passato come nel presente è stato scelto come rifugio ideale da molti personaggi importanti da Winston Churchill - al quale è dedicata una suite dove sono esposti dei suoi dipinti – ad Alfred Hitchcock che lo scelse per girare il suo "L'uomo che sapeva troppo". Senza dimenticare star hollywoodiane come Nicole Kidman, Richard Gere, Tom Cruise, Sharon Stone, Kate Winslet e la Carrie di Sex and the city Sarah Jessica Parker. Se non potete permettervi una stanza, concedetevi un drink in uno dei cinque bar per una caipiroska allo zafferano e mela verde o un margarita alla salvia. Oppure cenate in uno dei quattro ristoranti a scelta tra italiano, francese, mediterraneo o marocchino, quest'ultimo con una vista spettacolare sulla Medina e sui Monti Atlas.