E' finito con uno scontro tra polizia e manifestanti il corteo anti-Lega dei centri sociali a Venezia. Durante i tafferugli, scoppiati quando il corteo ha cercato di forzare il cordone delle forze dell'ordine, una ventina di persone sono state ferite; in osservazione un agente colpito da un fumogeno. Qualche giorno di prognosi per il consigliere comunale dei Verdi, Beppe Caccia, colpito alla testa da una manganellata.
I centri sociali e i partiti della sinistra erano scesi in strada a Venezia per protestare contro il raduno della Lega che domani vedrà Umberto Bossi e tutti i big del Carroccio sul palco di Riva degli Schiavoni. La tensione per il corteo anti-Lega covava da venerdì, quando gli organizzatori si erano visti vietare dalla Questura l'autorizzazione a raggiungere la zona di Riva Schiavoni, cuore della kermesse padana. Così i manifestanti hanno iniziato a fronteggiarsi con le forze dell'ordine in assetto antisommossa. Quando il corteo, con un in testa Beppe Caccia ed altri consiglieri comunali, tutti con le mani alzate, ha cercato di forzare il cordone di polizia, le forze dell'ordine sono intervenute. Gli agenti hanno effettuato una prima carica di alleggerimento, i manifestanti hanno risposto usando le aste di bandiere e striscioni e lanciando fumogeni.
Il bilancio degli scontri è di circa 12 tra poliziotti e carabinieri feriti in modo non grave; in osservazione resta uno degli agenti, colpito da un fumogeno lanciato dai manifestanti. Una mezza dozzina sono invece i contusi che hanno fatto ricorso alle cure mediche sul fronte dei manifestanti. Tra questi, prognosi di qualche giorno per il consigliere comunale Beppe Caccia.
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(Nelle pagine seguenti i video dei disordini, del consigliere comunale ferito e della stazione occupata)
GLI SCONTRI
IL CONSIGLIERE COMUNALE FERITO
LA STAZIONE OCCUPATA