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Berlusconi: in Italia potere in mano ai giudici"Manovra è miracolo, Bce ha dettato la linea"

Il premier alla festa dei giovani Pdl: "Abbiamo diciotto mesi per fare le riforme""Il futuro sarà Gianni Letta al Colle e Alfano premier"

© LaPresse

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Silvio Berlusconi a tutto campo a Roma ad Atreju davanti alla platea dei giovani del Pdl che gli hanno rivolto diverse domande. "Il potere in Italia è nelle mani dei magistrati", ha detto il premier in apertura del suo discorso. "E' difficilissimo fare qualcosa di concreto in un sistema che non dà nessun potere a chi è alla guida del governo - ha aggiunto -. In questi anni ho sentito un senso di impotenza drammatico. Il governo non ha nessun potere".

"Lo strapotere della magistratura che da ordine dello Stato si trasforma sempre più in potere indipendente da qualunque controllo è intollerabile, da combattere e cancellare", ha aggiunto ancora Berlusconi.

"La Bce ci ha indicato come fare la manovra"

La Banca centrale europea ha indicato al governo italiano come fare la manovra. Ha infatti scritto una "lettera riservata" a Palazzo Chigi, come ha detto il premier, non solo invitando l'esecutivo "a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013" ma indicando "come avrebbe preferito che fosse raggiunto".

"Il governo tecnico? Fa ridere"
Il Presidente del Consiglio ha poi espresso la sua contrarietà al governo tecnico, dicendo: "Quando si sente dire che ci vuole un governo tecnico a noi nel governo viene da ridere, perché se anche arrivasse il miglior tecnico del mondo non avrebbe nemmeno l'autorevolezza personale per imporsi agli altri ministri - ha detto ai giovani del Pdl -. E poi non vedo tanti tecnici che possano mettere in campo anche l'autorevolezza politica necessaria".

Riforme giustizia, istituzioni e fisco
"Se potessi decidere da solo farei venir fuori la riforma della giustizia prima di tutto - ha sottolineato il premier -. Poi dell'architettura istituzionale e la riforma fiscale. Sono tutte e tre indispensabili per fare un Paese giusto e moderno. Solo ora abbiamo la fondata speranza che la maggioranza possa arrivare ad approvare la riforma della giustizia perché prima c'era in maggioranza l'Udc e il partito di Fini che si opponevano. Abbiamo 18 mesi per fare tutte queste riforme".

"Giusto andare in pensione a 67 anni"
"Mandare la gente in pensione a 65, anche 67 anni, è qualcosa che funziona perché la vita media si è spostata in alto e così anche la capacità di lavoro, ma non parlo dei lavori usuranti", ha detto ancora, lanciando una bacchettata all'Ue: "I singoli Stati devono fare i conti con gli elettori, dovrebbe essere Bruxelles a imporre a tutti i limiti di età per la pensione ma non lo farà mai".

"Unione europea, grande corpo con testa molto piccola"
L'Unione Europea è "un grande corpo con una testa molto piccola", ha detto ancora Berlusconi. "Siamo ancora - ha aggiunto - a una Europa fatta di tanti Stati che non riescono a mettersi insieme per un'unica politica estera, fiscale, dell'immigrazione. Quando si è trattato di darsi un leader, noi del Ppe avevamo proposto il binomio Tony Blair-Franco Frattini, ma Sarkozy e la Merkel hanno deciso di tener per sè la politica estera e scelto di nominare due persone perbene ma totalmente conosciute agli europei, ma anche agli interlocutori mondiali". Berlusconi ha criticato in particolare la mancata decisione della Ue di imporre a tutti i Paesi un innalzamento dell'età pensionabile "in modo che i governi potessero dire: lo impone l'Europa, dobbiamo farlo". Invece "i governi nazionali si trovano di fronte al problema di aumentare in maniera cospicua l'età pensionabile, scontentando però tantissimi elettori. Perciò per loro è molto difficile".

"Candidarmi? Deciderò a fine legislatura"
La decisione su una mia ricandidatura alla Presidenza del Consiglio "sarà da prendere alla fine di questa legislatura. Farò ciò che in quel momento sarà necessario fare", ha detto ancora Berlusconi. Dopo venti anni di attività politica, "che sono un periodo enorme perché la vita politica è drammaticamente pesante, mi sembra che sarei giustificato e avrei consolidato il diritto di rinunciare alla richiesta del mio partito di ricandidarmi".

"Letta al Colle e Alfano premier"
Sempre a proposito delle candidature ipotetiche alle prossime elezioni, Berlusconi ha detto: "Due persone stimo sopra gli altri, Angelino Alfano e Gianni Letta. Il mio pensiero non recondito è vedere Letta al Quirinale e Alfano presidente del Consiglio".

"Sulla Libia abbiamo sempre fatto la cosa giusta"
Sulla Libia "non abbiamo sbagliato allora, non sbagliamo ora: abbiamo sempre fatto la cosa giusta", ha detto il premier, spiegando che l'intervento armato contro Gheddafi si è reso necessario quando "lui ha risposto in maniera inaccettabile" all'azione dei cosiddetti ribelli, "facendo sparare le forze armate contro il popolo inerme", spiega il premier. Ma aggiunge: "Quando si è trattato di attaccare mi sentii molto male".

"Estradizione Battisti? Non è detta l'ultima parola"
"Non è detta l'ultima parola penso che possano ancora accadere cose che modificheranno la situazione, noi continueremo a lavorare al riguardo". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, parlando dal palco di Atreju a Roma, a proposito del caso Battisti. Il premier ricorda la "grandissima delusione" dopo la decisione del presidente brasiliano Lula di negare l'estradizione a Cesare Battisti, una decisione che Lula prese "nel suo ultimo giorno al governo dando ascolto ai sondaggi", visto che l'opinione pubblica brasiliana "non considerava Battisti come un assassino, anche se io nel mio incontro con Lula ho passato molto tempo a raccontargli i fatti veri su questo italiano".