Dopo il vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, che ha posto nuove modifiche alla Manovra, il Consiglio dei ministri ha autorizzato la richiesta della fiducia alle Camere per l'approvazione del piano anti-crisi. Tra le novità, si profila un punto in più di Iva e la supertassa del 3% per i redditi sopra i 300 mila euro. "Tra un paio d'ore trasmetteremo il maxiemendamento al Senato. Domani alle 9.30 poi si vedrà". Questo il primo commento a caldo del ministro della Giustizia.
"Con la Lega tutto bene", ha riferito Nitto Palma che, alla domanda su come il premier abbia giustificato la richiesta di porre la mozione alla manovra, ha commentato: "Dobbiamo fare in fretta".
Fiducia a causa della crisi internazionale
"La gravità del contesto internazionale di crisi finanziaria impone" il ricorso al voto di fiducia per una rapida conversiopne in legge del decreto sulla manovra. E' quanto si legge nel comunicato emesso al termine del Consiglio dei ministri. "Il Consiglio dei ministri, convocato in via d'urgenza, ha prestato il proprio assenso - sottolinea il comunicato - a porre la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 138, avendo collegialmente ravvisato nel ricorso alla fiducia lo strumento regolamentare necessitato per conseguire una celere conversione del decreto-legge, come impone la gravità del contesto internazionale di crisi finanziaria".
Ecco le modifiche alla Finanziaria.
Iva dal 20 al 21%
Aumento di un punto dell'Iva, che passa definitivamente dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico. Aumento anche delle altre aliquote Iva (rispettivamente al 10 e al 4%) che, secondo fonti di governo, verrebbero innalzate di un punto percentuale, passando rispettivamente all'11% e al 5%. Il gettito previsto, sempre secondo indiscrezioni, sarebbe stato quantifcato in 6 miliardi.
Cambia la norma sulla prigione agli evasori
Ritocco in vista per la norma della manovra secondo la quale non può essere chiesta la sospensione condizionale della pena nel caso di evasione superiore ai 3 milioni di euro. Non solo l'evasione deve ammontare a questa cifra, per far scattare subito le manette, ma deve corrispondere, secondo quanto si apprende, anche al 30% del fatturato. La misura, che di fatto allenterebbe la portata della norma, potrebbe entrare nel nuovo pacchetto (il maxi-emendamento alla manovra) atteso in Senato.
Contributo di solidarietà
Fino al pareggio di bilancio, un contributo di solidarietà del 3% per i redditi sopra i 300mila euro.
Pensioni delle donne
Viene anticipato al 2014 l'avvio dell'adeguamento dell'età per la pensione delle donne nel settore privato, per arrivare gradatamente ai 65 anni. Nel testo originale del decreto l'innalzamento dell'età per la pensione delle lavoratrici del settore privato partiva dal 2016. Attualmente c'è una differenza tra la pensione di vecchiaia delle donne nel privato e nel pubblico. Dal 2012 le donne che lavorano nella P.A. andranno in pensione a 65 anni, con la pensione di vecchiaia equiparata a quella degli uomini. Mentre per quelle del settore privato, resta a 60 anni il limite anagrafico da raggiungere.
Competenze Province a Regioni
Le competenze delle Province saranno trasferite alle Regioni. La norma, riporta una nota di Palazzo Chigi, sarà approvata al Consiglio dei Ministri di giovedì.
"Regola d'oro" su pareggio bilancio
Si apprende inoltre che, sempre giovedì, il Consiglio dei Ministri approverà l'introduzione in Costituzione della "regola d'oro" sul pareggio di bilancio.
Senato blindato, si attende maxiemendamento del governo
Intanto, Nell'Aula del Senato proseguono i lavori sulla manovra correttiva in attesa dell'arrivo dell'emendamento annunciato dal governo con le modifiche alla manovra e la richiesta di porre la questione di fiducia sul nuovo testo. L'ingresso a Palazzo Madama è stato blindato dalle forze dell'ordine.