IL VERO MESSAGGIO DA MADRID

Gmg non è Woodstock, il Papa:"Seguite Cristo"

"Radicati e fondati in Lui, saldi nella fede", perché il Santo Padre non è una rockstar

© Ap/Lapresse

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Sono passati 25 anni dalla prima Giornata Mondiale della Gioventù voluta da Giovanni Paolo II che in due decenni ha radunato milioni e milioni di giovani. Nonostante non fosse facile raccogliere l'eredità di Karol Wojtyla, Benedetto XVI con costanza e umiltà è riuscito a radunare, anche questa volta, una folla oceanica di persone.

La partecipazione, la gioia, l'entusiasmo non possono lasciare indifferente chi assiste a questa grande mobilitazione che ha visto giungere ragazzi e ragazze da 190 Paesi del mondo accompagnati dai loro vescovi, sacerdoti, educatori. Tutti insieme riuniti, per pregare, cantare e accogliere il personale dono che la Gmg offrirà loro.

C'è però un rischio, che lo stesso Benedetto XVI ha messo in luce nel 2008 prima della Gmg in Australia: quello di considerare l'evento "come una variante della moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star". Si rischia insomma di guardare il dito e non vedere la luna, di scambiare fischi per fiaschi. 

Questo mega-raduno può essere visto in modo distorto. Un pellegrinaggio per vedere il Papa, con cui magari fare una foto da mettere su Facebook, una grande festa per conoscere gente o trovare il fidanzato o la fidanzata. Si rischia di dimenticare invece che il primo protagonista della fede cristiana è quel vero "rivoluzionario" di Gesù Cristo a cui il Pontefice rimanda costantemente e che potrebbe piacere anche ai tanti contestatori e "indignados" che vogliono rovinare la festa, attirando su di sé l'attenzione mediatica.

La Giornata della Gioventù è invece un modo sincero di accrescere e testimoniare la propria fede in Gesù, con l'incontro e la preghiera comunitaria, come annuncia lo slogan di questa edizione 2011 restare "radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" (Col 2,7).

Su questo Benedetto XVI, da fine teologo e mite guida del popolo cattolico, ha sempre messo in guardia: "Con o senza la fede - ammoniva prima della Giornata di Sydney, ma il messaggio vale tuttora - questi festival sarebbero in fondo sempre la stessa cosa, e così si pensa di poter rimuovere la questione su Dio". E oggi ribadisce: "Aprite e coltivate un dialogo personale con Gesù Cristo, nella fede. Conoscetelo mediante la lettura dei Vangeli e del Catechismo della Chiesa Cattolica; entrate in colloquio con Lui nella preghiera".

Al di là delle manifestazioni collettive, il compito della Chiesa e del Papa è l'annuncio del messaggio evangelico, condurre a Cristo, al mistero della sua morte e resurrezione, accompagnando il popolo di Dio alla salvezza. Benedetto XVI nell'invito a Madrid spera infatti "che tutti i giovani, sia coloro che condividono la nostra fede in Gesù Cristo, sia quanti esitano, sono dubbiosi o non credono in Lui, possano vivere questa esperienza, che può essere decisiva per la vita: l’esperienza del Signore Gesù risorto e vivo e del suo amore per ciascuno di noi". Per il Papa tedesco le Gmg non possono dunque essere un fatto "isolato", ma richiedono un "cammino, un itinerario" di preparazione che è soprattutto "interiore e spirituale", significato anche dal cammino della Croce per tutte le province della Spagna.

Oltre ai messaggi sulla crisi e l'economia, che attirano prepotentemente l'attenzione dei media interessati più alla funzione "politica" del Pontefice, il tesoro che anche questa Gmg propone con forza è che Gesù è il Signore, che è morto in croce ed è risorto, che la vita non termina nella morte, che Dio ci ama come figli e che per questo dobbiamo amarci come fratelli. Insomma, semplicemente quello che è scritto nel Vangelo, che il Papa ha invitato a rileggere proprio durante queste vacanze, messaggio sempre attuale e spesso trascurato in tutto il rumore mediatico che si crea attorno.

"Approfittate di questi giorni per conoscere meglio Cristo e avere la certezza che, radicati in Lui, il vostro entusiasmo e la vostra allegria, i vostri desideri di andare oltre, di raggiungere ciò che è più elevato, fino a Dio, hanno sempre un futuro certo, perché la vita in pienezza dimora già nel vostro essere". Questo è l'invito di speranza di Benedetto XVI alle migliaia di ragazzi e ragazze radunati a plaza de Cibeles.

Tutto il resto, dalle proteste agli scontri, dalle provocazioni ai concerti, c'entra poco. Insomma, la Gmg non è Woodstock.

Filippo Tramelli

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