ACCELERATA DEL GOVERNO

Crisi, iniziato il Consiglio dei ministriBerlusconi: "Ci sarà imposta di solidarietà"

Tremonti: "Ridurremo le Province e accorperemo alcuni Comuni". Napolitano: "Serve un confronto aperto a tutti"

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E'iniziato alle 19.35 il Consiglio dei Ministri per il varo del decreto con le misure anticrisi. Ecco tutti i punti della bozza del piano.

Berlusconi: "Ci sarà imposta di solidarietà"
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha confermato che nella manovra ci sarà una "imposta di solidarietà". E' quanto riferiscono fonti presenti all'incontro con le Regioni e gli Enti locali in corso a palazzo Chigi. "Il governo intende varare una manovra per aggiuntivi 20 miliardi per il 2012 e di 25 miliardi nel 2013", avrebbe spiegato il premier. "Aggrediremo anche i costi della politica: 14-15 misure per ridurre i costi della politica, con tagli ai ministeri per 6 miliardi nel 2012 e per 2,5 miliardi nel 2013", avrebbe poi aggiunto.

Tremonti: "Ridurremo Province e accorperemo Comuni"
"Il pareggio di bilancio era previsto nel 2014, come concordato a livello europeo. Poi tutto precipita. E questo comporta una revisione del profilo temporale del pareggio. Dobbiamo scendere dal 3,9 del 2011 all'1,6 nel 2012 e poi il pareggio l'anno successivo". Lo ha detto a regioni ed enti locali il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti all'incontro. Il ministro dell'Economia avrebbe anche confermato l'intenzione di "ridurre le Province" e di "accorpare i Comuni". Tra le misure anticrisi previste dal governo ci sarebbe anche l'ipotesi di "anticipo del federalismo fiscale". Nel dettaglio, per raggiungere il pareggio di bilancio è necessario un "taglio ai trasferimenti" a regioni e enti locali attraverso una "riduzione di 6 miliardi per il 2012 e di 3,5 nel 2013".

Napolitano: "Serve confronto aperto a tutti"
Concluso il "giro d'orizzonte" con gli incontri con governo, maggioranza e opposizione, ora il Capo dello Stato attende le decisioni del Consiglio dei ministri sulle misure anticrisi. Il momento è "delicatissimo", sottolinea in una nota Napolitano, bisogna "far fronte ai gravi rischi" e "corrispondere alle attese": per questo, "prima e dopo" le decisioni del governo, serve un confronto aperto a tutti, perché le responsabilità sono comuni".

Bossi: "Sulle pensioni passerà la linea della saggezza"

Il leader della Lega, Umberto Bossi, parla intanto del vertice notturno a Palazzo Grazioli, spiegando che "è andato bene, si è parlato di dove trovare i soldi" per le misure delle quali discuterà oggi il governo. E "sulle pensioni vedrete che passerà la linea della saggezza". Sull'asse Lega-Tremonti per far cadere il governo, invece, il Senatur liquida tutto come invenzioni: "Eh, i politici: a furia di star vicino ai giornalisti... C'è qualcuno che dà fuori la mancia per far dire che c'è un asse per far cadere il governo. Una volta si scrivevano le cose che avvenivano. Adesso si inventa".

Delrio (Anci): "Proposte governo sconcertanti"
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Siamo sconcertati dalle proposte del governo: in ogni caso siamo disponibili già da stasera a discutere meglio la manovra, e questo per evitare che tra 6 mesi ci si ritrovi qui a rimettere le mani in tasca ai Comuni". Lo ha detto il vicepresidente dell'Anci Graziano Delrio.

Le province: manovra iniqua e depressiva
Per Giuseppe Castiglione, presidente dell'Unione delle Province, gli interventi anticrisi del governo sono "iniqui e depressivi" e "non guardano alla ripresa e agli investimenti". "Oggi questa manovra - ha aggiunto Castiglione - non permette di far decollare gli investimenti privati. Vorremmo creare le condizioni per cui gli Enti locali si mettono al servizio di un Paese che vuole ripartire, e nelle province virtuose ci sono le risorse". Castiglione ha infine ribadito durante l'incontro con Berlusconi, Tremonti ed altri ministri, "un giudizio assolutamente negativo" sulla manovra e "chiesto che il decreto legge possa essere corretto", per questo "manifestiamo la disponibilità immediata a correggere questo percorso".

Formigoni: "Nuovi tagli pesano molto su Regioni. Federalismo fiscale è morto"
"Siamo alla terza manovra e già quella del 2010 pesava molto sulle Regioni. I tagli previsti nel luglio 2011 pesano per il 50% su Regioni quando queste pesano sulla spesa totale solo per il 16%. Quindi gli ulteriori tagli comportano ulteriori pesanti sacrifici per le Regioni". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

"Con i tagli che il governo ci ha proposto oggi possiamo dire ufficialmente che il federalismo fiscale è morto - ha poi aggiunto Formigoni -. Il federalismo fiscale era già stato affossato dalla manovra di luglio senza dimenticare che che era pesata molto anche la manovra dell'autunno 2010. Ma con le prospettive di tagli comunicateci oggi dal governo possiamo dire - ha ribadito - che il federalismo fiscale è definitivamente morto".

I numeri di Bankitalia
Nei primi sei mesi del 2011 le entrate fiscali si sono attestate a quota 176,479 miliardi di euro, in crescita dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Da ricordare che Bankitalia diffonde il dato delle entrate per cassa mentre il ministero dell'Economia per competenza giuridica.

Per quanto riguarda invece il debito pubblico, il disavanzo ha raggiunto un nuovo massimo storico a 1.901,9 miliardi con un aumento di 4,4 mld rispetto al mese precedente. L'aumento, sempre secondo Palazzo Koch, include la quota di competenza dell'Italia, pari a 1,4 mld, dei prestiti erogati dall'Efsf in favore del Portogallo.

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