Rivelazione shock di Vasco Rossi su Facebook. Dopo il ricovero in ospedale e le dimissioni, il Blasco ha scritto un accorato post, svelando un malessere che da anni lo attanaglia e di assumere un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci e ansiolitici che lo mantengono in un "equilibrio accettabile".
Ma ecco il testo completo del messaggio del Blasco rivolto ai fan.
In questo periodo in cui l’argomento delle mie condizioni di salute è salito così prepotentemente alla ribalta, approfitto della vostra pazienza per informarvi che:
Assumo (da tempo) un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro , studiato da una equipe di medici, che mi mantiene in questo “equilibrio” accettabile.
L’equipe è composta da: il dottor Gatti, mio medico di base con velleità da cantautore, il Dott. Giancarlo Boncompagni, primario del reparto psichiatrico dell'ospedale sant'Orsola di Bologna, il Dott. Lucio Loreto, specializzato in omeopatia e milanista, il dott. Beppe Monetti, radiologo, primario della clinica Nigrisoli di Bologna sempre abbronzato , il Dott. Giorgio D'alessandro fisiatra e psicoterapeuta, esperto in agopuntura, massaggio neuromuscolare e ayurvedico specializzato nella terapia del dolore (oltre che campione del mondo di "Sambo" una specie di lotta libera). A questi si è aggiunto il Dott. Paolo Guelfi direttore sanitario della clinica privata VillAlba, splendida persona oltre che serio professionista.
Punto di riferimento, responsabile della gestione e la coordinazione generale, anche nelle situazioni particolarmente serie e complicate, è del Prof. Mario Mastrorilli, chirurgo toracico, medico di grande esperienza, professionista serio e scrupoloso, con una competenza grande quasi come la sua anima. (trascorre ogni anno qualche mese in africa per curare gratuitamente bambini).
Se sono vivo lo devo a loro e a tutta questa valanga di chimica che assumo.
NON avrei superato tutte le consapevolezze, le sofferenze e la profonda depressione nella quale ero sprofondato nel 2001.
Ho passato un lungo periodo di tempo in cui ogni cosa mi sembrava
li per ricordarmi come la vedevo diversa, prima.
Come mi risultava fastidiosa adesso mentre la trovavo normale e soddisfacente.
E quella continua sensazione di groppo in gola, di sconsolata tristezza.
Un velo opaco, grigio, su ogni cosa.
Essere di cattivo umore sempre, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Ogni giorno, ogni momento. Per settimane… mesi. Sempre.
Non avrei nemmeno salutato
V.R.
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