Di solito i componenti di una band vengono trattenuti negli aeroporti per soddisfare fan vogliosi di autografi e foto ricordo. Ma per il gruppo anglo-indiano dei Dhol Foundation, di ritorno da un concerto a Spilimbergo (Pordenone) Folkest Festival le cose sono andate in maniera decisamente diversa. I turbanti che indossavano hanno infatti destato l'allarme degli addetti alla sicurezza dell'aeroporto di Verona, che li hanno trattenuti per controlli.
"I componenti del gruppo e i loro accompagnatori - accusano in un comunicato gli organizzatori del Folkest Festival - sono stati oggetto di una esasperata perquisizione personale e letteralmente sequestrati fino alla partenza del volo.
Secondo alcuni agenti della polizia aeroportuale il comportamento e l'aspetto dei pacifici musicisti della comunità sick era tale da costituire pericolo. In particolare, veniva avanzata la possibilità che i musicisti nascondessero proprio sotto il turbante esplosivo sufficiente per un attentato terroristico".
Per le autorità dell'aeroporto, però, si è trattato di un normale controllo: "La normativa vigente è molto chiara sul tema della sicurezza - spiegano - definendo l'obbligatorietà dei controlli. Il personale addetto agisce secondo direttive impartite, nel rispetto del Programma Nazionali di Sicurezza e delle normative europee. Allo stesso tempo diventa sempre più importante tenere conto delle diverse sensibilità in una società multiculturale dove proprio gli aeroporti diventano luogo emblematico. Per questo le Società di Gestione hanno predisposto, adiacente all'area dei controlli di sicurezza, uno spazio riservato, che consenta di svolgere i controlli necessari, nel rispetto della riservatezza".
Sta di fatto che i Dhol Foundation non sembrano averla presa troppo bene: pochi minuti dopo l'episodio Johnny Kalsi, leader della band, nota per le sue collaborazioni con Peter Gabriel, ha emesso un comunicato. "Dopo aver donato al pubblico italiano tanto amore con la mia musica, sono stato trattato come un terrorista. Sono deluso e amareggiato, mi viene da chiedermi se e quando rimetterò piede in Italia".