L’arte povera in Russia al PAC, Milano

DALLA RUSSIA CON PASSIONE: POVERI MA BELLI

Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano

© Gianni Marussi |  Nikolay Polissky al PAC, Milano

© Gianni Marussi|  Nikolay Polissky al PAC, Milano

Al PACPadiglione  d’Arte Contemporanea ) a Milano sono arrivati 23 artisti russi diversi per  background  culturale, noti nell’ ambito internazionale,che rappresentano le ricerche creative  di una nazione in fase di espansione  urbanistica  ed economica, passata dal comunismo al capitalismo. Superata  la  moda  della “ febbre gialla”  per  gli artisti  cinesi degli anni ’90, sbarcati a  Palazzo Reale  lo scorso anno , ora Milano è sedotta  dall’arte  post-sovietica alla ricerca  di una  bellezza ideale. 
La   mostra  “Materia prima - Russkoe Bednoe - l’arte povera in Russia” presenta una ricognizione  creativa  delle  seconde avanguardie del '900 e raccoglie installazioni, sculture, opere  di videoarte, fotografia e pittura a cura  Marat Gelman, ricco, potente e famoso agitatore culturale, ex mercante d’arte  di una  nota  galleria dell’era  post sovietica e abile comunicatore, legato al mondo della politica e dei mass-media, attualmente direttore del Museo di Perm , considerata la nuova capitale culturale della Russia.  
La rassegna  ha  già riscosso molto successo e si caratterizza per l’utilizzo di materiali poveri e le risorse naturali  della Russia come: legno, carbone, ferro, petrolio, sapone di Marsiglia, cartone, argilla, gommapiuma  e per  materiali  di scarto recuperati e riciclati  in modo innovativo.
Questa  esposizione  contemporanea di  Perm, apre a Milano il calendario di iniziative previste per il 2011 in occasione dell’Anno della cultura e della Lingua Italiana in Russia e della Cultura e della Lingua Russa in Italia e si inserisce nell’ambito  dell’iniziativa cittadina: La Bella  Estate di Milano.
Si tratta  della prima importante mostra di arte russa contemporanea, che contempla diversi progetti, ospitata a Milano: dopo  il suo debutto a Mosca, una tappa a Parigi, terminerà il tour  espositivo al  PS1 del Moma di New York.  
Nel cortile del PAC ci accolgono due sculture  monumentali: macchine  “inutili”,  ingranaggi   dalla  monumentalità  illusoria di  Nikolay Polissky ( 1967) e del suo staff composto da  contadini disoccupati, reintegrati  in un progetto di arte pubblica , dimostrando che la cultura paga  e produce lavoro.

© Gianni Marussi

 Marat Guelman

Sorprende  per l’impatto scenografico anche “Rotunda” , una  casa-gazebo  composta  da decine di  porte appartenenti alla stazione fluviale di Perm, trasformata in  museo nel 2007,  senza  mura,  di  Alexander  Brodsky ( 1955),  star dell’arte  internazionale,  vincitore del premio  Kandinsky nel 2010 ,  l’autore  di  “ Coma ”,  un ‘opera acquistata  dalle  collezioni  civiche  milanesi ma  non  esposta. L’arte povera  Russa si declina in 116  opere,  di valore  museale, per lo più  sculture  e installazioni che s’ispirano all’Arte povera, movimento di avanguardia italiana nato nel 1967 , soltanto per l’utilizzo di materiali  poveri  e naturali, ma  non  per gli esiti figurativi e animati da una tensione formale classicista, recuperando una relazione tra la sperimentazione  e la tradizione:  è un’ aspetto estetizzante , un desiderio di bellezza  che non interessava gli artisti poveristi italiani.. 

L’altra differenza sta nei materiali: gli italiani usavano  i materiali poveri per scelta ideologica, estetica e di contestazione contro l’arte tradizionale, mentre gli artisti russi  per necessità non possono fare altro che  usare ciò che trovano in Russia, compresi materiali di scarto, perché la generazione degli anni ‘90 ancora non aveva la possibilità di comprare tele o altri materiali prestigiosi. 
Per cui fate  attenzione, perché  ci troviamo di  fronte a  opere  che  lasciano alle spalle  il concettualesimo o la sperimentazione degli anni  '70, per tornare a una ricerca  formale classicista invitandoci  a riflettere sul concetto di Bellezza. Di  Brodosky, interessato  dal tema  delle città in  rovina non perdetevi  la sala  a lui dedicata  e l’indimenticabile  “ I penultimi giorni di  Pompei”, una scultura  di argilla cruda, ma solo perché all’inizio della sua  carriera  non trovava forni  per cuocerla. Questa  fatiscente architettura  rivela  la vulnerabilità delle civiltà, del potere. Il Gruppo Mylo ci  seduce  anche per il profumo  di bucato, con  “ Stanza  d’ambra” dell’Ermitage, smontata e rubata dai nazisti, rifatta con mattonelle di sapone di Marsiglia. Anatoly Osmolovsky ( 1965) trasforma i legni delle icone russe in gigantesche  fette di pane nero ( il polittico della serie Bread fu esposto nel 2007 a Documenta di Kassel ). Cercate  “Arco” di Koshljakov (1962), dipinto  a tempera su cartone da imballaggio e Leonid  Sokov ( 1941),  altro divo dell’arte  russa, che dagli anni  '70 è  protagonista  della “ Sots art”, nota  per una  rielaborazione della Pop art che medita  sul Realismo socialista.  Al Pac, tra un’ opera  e l’altra  fa capolino il rinoceronte di  Olga e Alexander Florenskie,  marito e  moglie che si divertono a costruire animali  con legno e ferro riciclato e scheletri di animali con  vecchi  utensili. Sorprendono per la loro freschezza  anche  le intuizioni  del collettivo  “Blu Noses” con  “Suprematismo in cucina ”,  un’ ironica  rielaborazione  di Malevic , composta  di fette di pane, salame e formaggio  trasformate in forme geometriche. Jurij Shabelnikov scava la gomma piuma  e la plasma come se fosse marmo. Zhama Kadyrova (1981) realizza diamanti stilizzati  dalla precisione geometrica  sconcertante con piastrelle da  bagno. Al secondo  piano chiude  la  mostra  una  rassega fotografica dedicata a  Aleksander Sljusarev (1944-2010) che  ha influenzato molti  fotografi russi. 
L’arte  russa è all’insegna dei poveri ma  belli,  non  è  di protesta ne tanto meno contro il mercato dell’arte , ma  è l’espressione  di  un potere economico dominante  che conquista anche  i concettuali  per la loro  abilità  manuale e capacità di  reinventare i  modi di evocare il mondo.
Jacqueline  Ceresoli

© Gianni Marussi

 "Materia prima. Russkoe Bednoe – “l'arte povera" in Russia", PAC, Milano

MATERIA PRIMA

RUSSKOE BEDNOE- “ L’Arte povera” in Russia

A cura  di  Marat  Gelman

Da venerdì 8 luglio a domenica 11 settembre 2011 il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ospita "Materia prima. Russkoe Bednoe – “l’arte povera” in Russia", a cura di Marat Guelman. Promossa dal Comune di Milano – Settore Cultura, con il patrocinio del Governatorato della Regione di Perm’ (Federazione Russa), del Ministero della Cultura, delle Politiche Giovanili e della Comunicazione della Regione di Perm’ e dal Consolato della Federazione Russa a Milano, la mostra, organizzata dall’Associazione Italia Russia e dal Museo d’Arte Contemporanea di Perm’, rientra e apre a Milano il calendario di iniziative previste per il 2011 in occasione dell’Anno della Cultura e della Lingua Italiana in Russia e della Cultura e della Lingua Russa in Italia.
La mostra, ideata da Sergey Gordeev, membro del Consiglio Federale Russo per l’amministrazione di Perm’ da anni impegnato in ambiziosi progetti per lo sviluppo culturale e architettonico della Regione, rappresenta una delle più grandi esposizioni collettive di arte contemporanea russa dell’ultimo ventennio e ha già destato particolare interesse e apprezzamento a livello internazionale: è stata premiata nel corso della Terza Biennale d’Arte Contemporanea di Mosca (settembre 2009), mentre una selezione di opere è stata esposta al Grand Palais di Parigi a giugno 2010 e dopo il passaggio a Milano, sarà ospitata al PS1 del MoMA di New York.
Il curatore della mostra, Marat Guelman, personalità molto nota grazie al suo profondo impegno intellettuale e politico nella realizzazione di grandi progetti di respiro nazionale e internazionale in collaborazione con prestigiose istituzioni dedicate all’arte contemporanea come White Box (New York), Tretyakovskaya Gallery (Mosca), Biennale di Venezia, Centre Pompidou (Parigi), dal 2008 è direttore del Museo di Perm’, che riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo culturale e scientifico non solo della Regione ma di tutta la Federazione Russa.
"Materia prima. Russkoe Bednoe “l’arte povera” in Russia" presenta grandi installazioni, sculture, lavori di videoarte, fotografia e pittura di 22 artisti contemporanei tra le figure più importanti della scena artistica russa di questi anni più un omaggio al fotografo Aleksandr Sljusarev.
Elemento fondamentale comune alla ricerca artistica di ciascuno è l’utilizzo delle risorse naturali della Russia: legno, carbone, ferro e petrolio come nel caso di Vladimir Anzelm e Dmitry Gutov ma anche la passione per i materiali poveri come il cartone, l’argilla, la gommapiuma che accomuna Koshlyakov e Brodsky, o ancora per gli oggetti recuperati/riciclati e restituiti ad una nuova vita nelle opere di Olga & Aleksandr Florenskye. 
"Materia Prima Russkoe Bednoe" è un progetto unico che ci offre l'occasione di riflettere su un’arte autentica e soprattutto ci offre una nuova chiave di lettura dell’arte contemporanea russa. 
Gli artisti in mostra, come afferma il curatore Marat Guelman, pur non essendo accomunati dall’adesione ad un manifesto, riscoprono tutti l’uso di materiali naturali e semplici che diventano arte tornando natura, rompendo così il confine tra artificiale e naturale; questo approccio rivela alcuni aspetti dell’arte contemporanea russa ponendo interrogativi che creano un dialogo con la storia dell’arte, la responsabilità sociale e il desiderio di trovare la bellezza nella semplicità delle cose.
Gli artisti che espongono sono:
Vladimir Anzelm, Petr Belyi, Aleksandr Brodsky, Blue Noses, Olga & Aleksandr Florensky, Dmitry Gutov, Anna Zhelud, Zhanna Kadyrova, Vladimir Kozin, Irina Korina, Aleksandr Kosolapov, Valery Koshlyakov, Mylo Group, Anatoly Osmolovsky, Nikolay Polissky, Resycle, Yury Shabelnikov, Sergey Shekhovcov, Leonid Sokov, Michail Pavlyukevich & Olga Subbotina, Sergey Teterin, Sergey Volkov
Parallelamente alla mostra, nello spazio café del PAC, sono esposte venticinque opere fotografiche di Aleksandr Sljusarev (1944-2010), fotografo attivo soprattutto negli anni settanta che ha influenzato molti fotografi russi contemporanei. Sljusarev ha teorizzato e messo in pratica la fotografia analitica o metafisica, nella quale oggetti usuali, prosaici, svelano sensi e significati profondi, mentre la semplicità apparente è il risultato della sua vastissima conoscenza della cultura visiva.
Aperta al pubblico fino  11 settembre 2011
ingresso  gratuito
Orario:
lunedì: 14.30 - 19.30; martedì - domenica 09.30 - 19.30; giovedì 09.30 - 22.30
 UNA MOSTRA Comune di Milano-Cultura | Associazione Italia Russia | Museo d’Arte Contemporanea di Perm

UFFICIO STAMPA:
Studio De Angelis, Milano
Tel.02 324377 - stampa@deangelispress.it

Pac Padiglione d’Arte  Contemporanea 
Via Palestro 14, 
Milano  
tel. 02 884 46359/46360 - www.comunedimilano.it  - www.associazioneitalianarussia.it