La rassegna ha già riscosso molto successo e si caratterizza per l’utilizzo di materiali poveri e le risorse naturali della Russia come: legno, carbone, ferro, petrolio, sapone di Marsiglia, cartone, argilla, gommapiuma e per materiali di scarto recuperati e riciclati in modo innovativo.
© Gianni Marussi
Marat Guelman
Sorprende per l’impatto scenografico anche “Rotunda” , una casa-gazebo composta da decine di porte appartenenti alla stazione fluviale di Perm, trasformata in museo nel 2007, senza mura, di Alexander Brodsky ( 1955), star dell’arte internazionale, vincitore del premio Kandinsky nel 2010 , l’autore di “ Coma ”, un ‘opera acquistata dalle collezioni civiche milanesi ma non esposta. L’arte povera Russa si declina in 116 opere, di valore museale, per lo più sculture e installazioni che s’ispirano all’Arte povera, movimento di avanguardia italiana nato nel 1967 , soltanto per l’utilizzo di materiali poveri e naturali, ma non per gli esiti figurativi e animati da una tensione formale classicista, recuperando una relazione tra la sperimentazione e la tradizione: è un’ aspetto estetizzante , un desiderio di bellezza che non interessava gli artisti poveristi italiani..
© Gianni Marussi
"Materia prima. Russkoe Bednoe – “l'arte povera" in Russia", PAC, Milano
MATERIA PRIMA
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