"Per colpa sua mi trattano come una prostituta. Voglio che vada in prigione". Così, in un'intervista a Newsweek, parla Ophelia, la cameriera che accusa Dominique Strauss-Kahn, di violenza sessuale. "Voglio che sappia - spiega - che ci sono posti dove non può usare il suo potere e i suoi soldi. Noi siamo poveri ma buoni. Io non penso ai soldi". E conclude: "Ho detto quello che mi ha fatto. Non ho cambiato versione, so cosa mi ha fatto".
La donna ha poi raccontato che la figlia le ha detto che "un giorno la verità verrà fuori. Sono stata così contenta quando me l'ha detto...".
Pronta la replica della difesa di Strauss-Kahn che ha denunciato un tentativo di accendere gli animi in vista della prossima udienza del processo. "Questa condotta da parte degli avvocati non è professionale e viola una regola fondamentale per la condotta professionale degli avvocati", si legge in un comunicato del collegio difensivo. "E' ovvio il tentativo di infiammare l'opinione pubblica contro l'imputato di un processo penale".
La cameriera è passata al contrattacco dopo che sono emerse bugie e contraddizioni nella sua versione dei fatti e alcuni media hanno sostenuto che in passato avesse arrotondato lo stipendio con prestazioni sessuali.