Spesso per i futuri genitori la scelta del nome del nascituro diventa un vero e proprio calvario. Controtendenza è invece una coppia di Cornate, in Brianza: il papà Ivano Crippa e la madre Onea Lenuta, si sono subito trovati d'accordo, "Lo chiameremo Eris". I problemi sono arrivati dopo però: il 5 ottobre infatti i due dovranno presentarsi davanti al giudice. L'ufficio anagrafe si rifiuta infatti di registrare il bambino, un maschietto che ora ha tre mesi, con quel nome perché ritenuto femminile.
"Il nome Eris mi è piaciuto subito - ha spiegato papà Ivano, al Giornale di Vimercate - Richiama il figlio che ho perso: per me è quindi molto significativo. In latino vuol dire "tu sarai" ed è bene augurante". Ivano infatti lo nell'aprile del 2010 ha perso, per un incidente in moto, il figlio maggiore Erik, fratellastro di Eris.
Per l'ufficio dell'anagrafe non c'è però motivazione che tenga: "Ho registrato il bimbo, ho ricevuto il codice fiscale provvisorio e assolto a tutte le pratiche burocratiche. Sabato 9 luglio ho ricevuto una convocazione dal Tribunale di Monza. Mercoledì ero davanti al giudice Laura Paola Gaggiotti che mi intimava, anche in modo intransigente di cambiare il nome, perché a loro risulta essere femminile. Altrimenti sarebbe stato cambiato d’ufficio".
Eris, in greco antico, è in effetti un nome femminile: era la dea, personificazione della lotta e della discordia. E pare che al Tribunale di Monza tanto basti, mentre a poco sembrano servire le ricerche di Ivano: "Di Eris se ne trovano e per lo più di sesso maschile. C’è anche il suo futuro padrino, che si chiama così e appunto è un maschio".
Niente di fatto: Ivano, Onea, Olaf (primo figlio della coppia) e (l'almeno per ora) Eris, dovranno comparire davanti il giudice il 5 ottobre.