Palermo ha ricordato, anche con altre manifestazioni in programma in diversi comuni siciliani, la strage di via Mariano D'Amelio, il 19 luglio 1992, in cui con un'autobomba vennero uccisi il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino e gli agenti della polizia di Stato che lo scortavano: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina,Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Presenti le massime cariche dello Stato.
"Certe ferite non si rimarginano"
"Non è mai troppo il tempo che passa perché queste ferite possano rimarginarsi. Vedere che il mondo non dimentica ci spinge ad andare avanti", ha detto Lucia Borsellino, figlia del magistrato. "Il raggiungimento della verità sulla strage di via D'Amelio - ha aggiunto - farebbe bene all'umanità intera".
Il messaggio di Napolitano
La strage di via D'Amelio "rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche. Con l'attentato di via D'Amelio si volle colpire sia un simbolo della causa della legalita' che, con rigore e abnegazione, stava svolgendo indagini in grado di piegare le più agguerrite forme di delinquenza sia un uomo che, con il suo esempio di dedizione e la sua dirittura morale, stava mobilitando le migliori energie della societa' civile dando a esse crescente fiducia nello stato di diritto". E' quanto scrive in un messaggio alla signora Agnese Borsellino - "nell'anniversario del vile e tragico attentato di mafia" - il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Fini: mantenere alta l'attenzione
"E' necessario mantenere alta l'attenzione morale contro l'assopimento delle coscienze". Lo ha detto Gianfranco Fini, intervenendo al Palazzo di giustizia di Palermo per commemorare Borsellino. "La mafia punta a svuotare lo Stato incuneandosi nelle zone d'ombra che possono essere presenti e sfruttando aree di contiguità", ha aggiunto il presidente della Camera.
Il vescovo di Cefalù: "Sia beatificato"
Il vescovo di Cefalù, mons. Vincenzo Manzella, ha proposto l'avvio di un processo di beatificazione per Paolo Borsellino. Secondo mons. Manzella, il magistrato ucciso dalla mafia nell'attentato di Via D'Amelio, ha sacrificato la sua vita per una causa giusta che merita l'onore degli altari. Il religioso è intervenuto a una fiaccolata organizzata a Palermo dai giovani dell'associazione "Agorà".