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Gheddafi non vende la quota Fiat

Lo dice Seif, figlio del leader libico

La famiglia Gheddafi non tradisce gli Agnelli. Nonostante la pesante crisi in cui versa la Fiat, i libici hanno deciso di non uscire dal capitale torinese e di conservare la partecipazione nel gruppo, pari al 2,64%.
Lo ha affermato Seif el Islam Gheddafi, primogenito del leader libico e fratello di Saabi (membro del consiglio di amministrazione della Juventus).  

"Noi siamo molto legati alla famiglia Agnelli, sostiene il figlio del presidente Muhammar, è una relazione di lunga data. So che circolano voci sia di un nostro aumento sia di una diminuzione della nostra partecipazione in Fiat, ma personalmente ritengo che manterremo la quota così com'è" .

"Vogliamo investire sempre di più in Italia, continua il libico, ma in settori differenti. Ovunque ci sia da guadagnare, non importa se si tratti si banche, ristoranti o club calcistici”.

E proprio pochi giorni fa la Lafico (Libyan Foreign Investment Company), ha arrotondato la sua quota storica in Capitalia, portandola dal 3,03% a 5%. Ma la finanziaria della famiglia Gheddafi possiede anceh il 25% della società lussemburghese che controlla il gruppo tessile Olcese e, di recente, si è parlato con insistenza anche di un interesse per la società calcistica Lazio.