Nelle prossime settimane l'assemblea dei parlamentari dell'Ulivo si riunirà in due distinte occasioni: prima per approfondire la linea comune sulle riforme istituzionali, poi per discutere di politica estera e ribadire il no ad un'eventuale azione internazionale contro l'Iraq. Lo hanno deciso i capigruppo della coalizione. Ma il Pdci, con Marco Rizzo, avverte: "Se non si fa l'assemblea sulla guerra allora addio riforme".
Dunque, anche se le date non sono state ancora fissate, l'assemblea degli eletti dell'Ulivo, l'organismo nato come una sorta di parlamentino interno da cui far scaturire una linea comune della coalizione sui temi più importanti dell'attualità politica, tornerà a riunirsi per discutere di riforme istituzionali e guerra contro l'Iraq. I capigruppo hanno così deciso, soddisfacendo le richieste delle diverse anime dell'Ulivo: i socialisti di Boselli, ad esempio, chiedevano con insistenza di tornare ad affrontare il capitolo relativo alle grandi riforme necessarie per ammodernare l'architettura dello Stato, per sondare anche la possibilità di dialogare sulla materia con la Cdl, come auspicato dal Capo dello Stato. Più fredde nei confronti di questa iniziativa le componenti dell'Ulivo come Verdi, Pdci e Sinistra Ds che, allineate sul diktat cofferatiano, escludono l'ipotesi di dialogare con la maggioranza sulle riforme: a questa parte della coalizione, stava invece più a cuore chiamare a raccolta l'intero Ulivo per contrastare la politica estera dell'esecutivo e ribadire un no secco ad un'eventuale azione armata contro l'Iraq a fianco degli Usa. "Sulla guerra - ha commentato il capogruppo della Margherita al Senato Willer Bordon - non abbiamo nessuna divisione, la guerra è una follia. Non dobbiamo discutere per fortuna su questo, ma su una proposta di legge sulle riforme istituzionali".
Prima l'assemblea sulle riforme Per quanto riguarda il capitolo delle riforme, Luciano Violante fa sapere che i capigruppo hanno preparato una bozza di documento che "approfondisce quello già approvato": "Proponiamo - ha detto il presidente dei deputati della Quercia - che vada ristrutturato il ruolo del presidente del Consiglio dandogli nuovi poteri come quello di proporre la revoca dei ministri e lo scioglimento delle Camere, su cui poi sarà naturalmente chiamato a decidere il Capo dello Stato". "Ma per il premier - ha aggiunto - chiediamo anche delle incompatibilità con una disciplina del conflitto di interessi e il parallelo rafforzamento dei poteri di controllo del Parlamento". Per quanto riguarda il tema della seconda assemblea, che dovrebbe essere convocata una settimana dopo quella sulle riforme, Castagnetti ricorda che "c'è un'unità di tutta la coalizione nel dire no ad una guerra preventiva ed unilaterale". Ma il Pdci avverte: "Se c'è un'assemblea sulle riforme c'è quella sulla guerra; ma se non si fa l'assemblea sulla guerra allora addio riforme", ha detto Marco Rizzo, annunciando la presentazione di una mozione per chiedere al governo "l'impegno a non far sorvolare il territorio nazionale da aerei armati stranieri e a non fare utilizzare basi italiane per la preparazione di un conflitto in Iraq".
istituzionali, poi quella sulla guerra
"Si terrà prima un'assemblea dell'Ulivo - ha spiegato Pier Luigi Castagnetti della Margherita - sul tema delle riforme per tradurre in un dispositivo di legge l'intesa raggiunta dai segretari dell'Ulivo, ne faremo un'altra successivamente sui temi della politica internazionale e sulla minacciata guerra in Iraq".