LA MANOVRA

Conti pubblici, "senza pareggio è disastro"

Lo ribadisce Tremonti riferendosi alla Manovra. Poi aggiunge: "Iniziare dai costi della politica"

© Ansa

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"Senza pareggio di bilancio c'è solo il disastro. Non è solo un obiettivo politico ma etico. Per farlo si deve cominciare dai costi della politica". Lo ha affermato Giulio Tremonti riferendosi ai provvedimenti presenti nella Manovra. "Per fare bene serve l'impegno di tutti" ha aggiunto il ministro, spiegando che in politica "bisogna essere seri. Fare i furbi - ha concluso - non è il modo di servire il Paese e alla fine gli elettori capiscono".

"I tagli ai costi della politica non possono essere fatti però immediatamente perché se è tutto subito è niente per sempre". Così Tremonti ha spiegato le ragioni della decisione di rinviare alla prossima legislatura i tagli, affermando che "non possono essere fatti tutti di colpo" ma occorre "aspettare i rinnovi". A un membro di una carica pubblica, ha aggiunto, "non puoi dire di colpo che cambia il suo contratto perchè lui va al Tar e blocca tutto".

Un passo indietro quello del ministro dell'Economia? "No", semplicemente secondo Tremonti, "nessuno avrebbe mai firmato un decreto del governo indirizzato in questo modo contro il Parlamento". "Abbiamo scelto l'unica via possibile e ugualmente realistica - ha aggiunto -; sarà il Parlamento che da subito si calcolerà i risparmi, li renderà pubblici, in un fondo destinato all'8 x mille o se volete al 5 x mille".

Manovra, Trichet: "Misure difficili ma positive"
"Le misure approvate dal Governo italiano sono state difficili da prendere ma ritengo siano buone e vanno nella giusta direzione". Ad affermarlo è il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, sottolineando come il problema principale delle economie dell'Eurozona sia "l'eccessiva rigidità dei sistemi economici. Tutte le riforme di natura strutturale e che aumentano il grado di flessibilità - ha aggiunto Trichet - sono le benvenute".

La Finanziaria non piace alle Regioni: chiediamo d'incontrare il premier
"La Conferenza unificata di oggi ha registrato un conflitto istituzionale profondo tra governo da una parte e Regioni ed enti locali dall'altra": lo ha riferito il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. A questo punto, ha detto Errani, "il conflitto può essere recuperato soltanto con un incontro urgentissimo con il premier nel quale si spera egli possa dare la sua disponibilità a cambiare la Manovra".